Papa Francesco contro l'aborto e l'eutanasia: "La vita è sacra"

Bergoglio contro la "cultura dello scarto".

La "rivoluzione" di Papa Francesco si ferma dove iniziano quei temi che la Chiesa non potrà mai accettare, indipendentemente da quanto cerchi di aprirsi, stare al passo coi tempi, adattarsi al mondo che cambia. E tra questi temi, ovviamente, ci sono quelli che, secondo una visione cristiana, mettono in dubbio la sacralità della vita. Bergoglio è intervenuto sull'argomento parlando nell'udienza concessa ai ginecologi cattolici: "Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente a essere abortito ha il volto del Signore. Che ancora prima di nascere e anche appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo".

L'aborto, quindi, ma anche l'eutanasia: "Ogni anziano, anche infermo, anche se alla fine dei suoi giorni, porta in sé il volto di Cristo, non si possono scartare”. Quella favorevole ad aborto ed eutanasia, per Papa Francesco, è infatti una cultura dello scarto. Posizione che però il Pontefice prova a giustificare usando le armi non della fede, ma, dice lui, della scienza: "Non è un discorso di fede, ma di ragione e di scienza. Non esiste una vita umana più sacra di un’altra. Non esiste una vita umana qualitativamente più significativa di un’altra".

E che cos'è invece la "cultura dello scarto"? "Una mentalità dell'utile, che schiavizza i cuori e le intelligenze. Che richiede di eliminare esseri umani, soprattutto se fisicamente o socialmente più deboli. La nostra risposta a questa mentalità è un sì deciso e senza tentennamenti alla vita".

Il Papa ha rafforzato la sua tesi citando la dichiarazione sull'aborto della congregazione perla dottrina della fede del 1974: “Il primo diritto di una persona umana è la sua vita. Essa ha altri beni e alcuni di essi sono più preziosi; ma è quello il bene fondamentale, condizione per tutti gli altri”. Da qui, Papa Francesco è partito per attaccare quei medici che, a suo dire, dimenticano che il loro fine ultimo è la difesa della vita, sempre e comunque: "C'è il pericolo che il medico smarrisca la propria identità di servitore della vita, le professioni sanitarie sono indotte a volte a non rispettare la vita stessa. La situazione paradossale sta nel fatto che, mentre si attribuiscono alla persona nuovi diritti, a volte anche presunti, non sempre si tutela la vita come valore primario. Il fine ultimo del medico rimane sempre la difesa e la promozione della vita".

Papa Francesco

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