Pisapia attacca Grillo: "Vuole candidati incensurati, ma lui non lo è"

Come il sindaco di Milano Pisapia possa essere arrivato ad attaccare Beppe Grillo durante la presentazione di un libro dedicato all'ex sindaco del capoluogo lombardo Albertini non è molto chiaro. Ma probabilmente ha a che fare con il titolo del libro in questione - scritto dal giornalista Roberto Gelmini - "L'onestà al potere". Ora, Albertini non ha lasciato ricordi strepitosi tra i milanesi, ma almeno non è mai stato invischiato in scandali. Di questi tempi non è roba da poco. Ed ecco che arriviamo a Grillo, il tema è l'onesta e il comico genovese dell'onestà s'è fatto portabandiera. Ma, come ormai quasi tutti sanno, il leader del Movimento Cinque Stelle ha uno scheletro nell'armadio. E Pisapia non si lascia sfuggire l'occasione per sferrare un bel colpo basso:

"Grillo fa bene a candidare persone incensurate, ma dovrebbe pensare a sé visto che incensurato non è, perché ha una condanna passata in giudicato"



Di che parla Pisapia? Ovviamente il riferimento non può che essere alla condanna a tre anni e tre mesi per omicidio colposo in cui è incorso Grillo dopo un incidente stradale avvenuto nel 1980, in cui morirono tre persone. Un argomento di cui tutti sanno, che ogni tanto risalta fuori e di cui lo stesso Grillo ha parlato anche nel suo blog. Chi scrive non ha nessuna simpatia per Grillo, ma in questo caso il 'missile' sparato da Pisapia ha completamente mancato il bersaglio. Perché?

Per almeno due ragioni. Primo: Grillo "pensa già a sé", ha chiarito miille volte che lui non si candiderà, proprio perché sarebbe contro lo statuto del M5S visto che lui non è incensurato. Secondo: quando si parla di politica, le condanne a cui siamo tutti interessati non sono certo quelle relative a un incidente stradale. Non so di chi fosse la colpa di quell'incidente e non mi interessa. Tragedie del genere possono capitare a tutti, indipendentemente dal ruolo che si riveste nella società. Può essere che Grillo la pensi diversamente, e forse è un po' ipocrita che - se così fosse - faccia comunque politica, ma almeno ha avuto il buongusto di confermare sempre e comunque la sua non-disponibilità a candidarsi proprio perché persona che ha subito una condanna.

In un certo senso, Grillo è vittima del suo essere 'contro ogni compromesso'. Quando si pensa a politici incensurati, si pensa a persone che non rubano, non si fanno corrompere, usano in modo corretto i soldi pubblici, non infilano in qualunque stanza disponibile amici & parenti. Meglio ancora se hanno una vita privata integra. Ma un incidente stradale che c'entra? Se negli statuti si scrive dell'obbligo di "candidare persone incensurate", forse sarebbe meglio mettere un asterisco.

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