Elezioni 2013: Vendola e le primarie del Pd

E adesso Nichi Vendola tentenna: non è più tanto sicuro di voler partecipare alle primarie del Pd. Pardon, del centrosinistra. E parte del problema è proprio nella definizione che tutti danno di questa competizione a sinistra. Se bisogna decidere quale sarà il leader della coalizione, se partecipano anche Vendola (Sel) e Tabacci (Api), perché tutti continuano a parlare di 'primarie del Pd'? La cosa per Nichi è parecchio fastidiosa, e non c'è da stupirsi. Per il leader di un grosso partito come Sel, essere 'iscritti' al Partito Democratico via primarie non è il massimo, lo ha spigato lo stesso Vendola in un'intervista a Skytg24.

"Nei sondaggi si parla di primarie del Pd, o almeno così sono definite dal sistema mediatico che ha costruito attorno a Renzi una bolla mediatica. Io voglio un chiarimento dal Pd. Non sono iscritto e né intendo iscrivermi o sostenere alcun candidato del Pd, ma se ci sono le primarie del centrosinistra io voglio correre e intendo partecipare anche per vincerle"



Ma a parte questa precisazione, i motivi per cui Vendola starebbe pensando a un passo indietro sono anche altri. Li ha precisati lui stesso parlando a Torino alla festa della Fiom:

Chi si vuole candidare in una contesa così complessa ha il dovere di presentarsi senza che alcuna ombra lo possa accompagnare. E io non solo devo essere immacolato, devo anche apparire immacolato. A fine mese scioglierò la riserva. Alleandomi con il Pd faccio una scommessa per prendere le distanze il più possibile dalla deriva populista e per provare a capovolgere il paradigma liberista, ma non ho firmato nessuna cambiale in bianco a Bersani.

Chiaro il riferimento alle inchieste sulla sanità pugliese che lo vedono coinvolto. Qualche parole Vendola la dedica anche a Renzi, parlando del suo "discorso generico di rottamazione" e della "bolla mediatica che lo circonda". E forse il - momentaneo? - successo del sindaco di Firenze è un timore più grande di quanto il leader di Sel voglia ammettere. I sondaggi sulle primarie relegano Vendola al terzo posto, e anche abbastanza staccato da Renzi. Visti i tanti scherzi che i candidati di Sel hanno tirato ai front-runner del Pd, sarebbe un bello smacco per il governatore della Puglia non arrivare neanche secondo, bensì terzo. Vale la pena di infilarsi in una faccenda quasi completamente interna al Pd per poi uscirne anche male? Alla fin fine sarebbe questo il timore principale di Nichi, almeno secondo Europa (qui l'articolo in pdf).

Il governatore pugliese non vuole prendere parte a una sfida che appare tutta interna ai dem e che, a leggere i sondaggi, rischierebbe di relegarlo a un poco ambito terzo posto. Soprattutto se una nuova legge elettorale rendesse inevitabile la convergenza dei candidati di Sel in un unico listone, sotto le insegne del Pd. Meglio, allora, trattare sin da subito le opportune quote, in cambio del sostegno a Bersani

Al momento, però, è proprio il segretario del Pd a non volere neanche prendere in considerazione questa ipotesi. Dopo aver accettato controvoglia le primarie, sapendo di essere saldamente in testa, adesso Bersani vuole che le primarie siano vere, in modo da averne - se dovesse vincere - la maggiore legittimazione possibile. Ma allora ci vogliono due condizioni: che si smetta di parlare di 'primarie del Pd' e possibilmente che Vendola faccia un bel salto avanti nei sondaggi.

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