'Diario di Anna Frank' distrutto in Giappone: decine di copie sono ormai "da buttare"

Il Centro Wiesenthal esprime "choc e preoccupazione" e chiede alle autorità giapponesi di identificare i colpevoli.

"Choc e preoccupazione" da parte del Centro Wiesenthal per le 250 copie del "Diario di Abba Frank" che sono state distrutte o danneggiate in Giappone. Gli esemplari del diario scritto dalla ragazza nei due anni in cui rimase nascosta, ad Amsterdam, durante il periodo nazista erano conservati in una trentina di biblioteche pubbliche di Tokyo.

Kaori Shiba, direttore degli archivi della Biblioteca municipale centrale della capitale, a Shinjuku, ha fatto sapere: "Tutti gli esemplari hanno dalle dieci alle venti pagine strappate, sono ormai da buttare". "Non abbiamo mai visto una cosa simile" aggiunge Toshihiro Obayashi, direttore di un'altra biblioteca nella zona di Suginami.

Difficile qualificare il gesto come un puro atto di vandalismo. Lo sa bene il centro Simon Wiesenthal, l'organizzazione ebraica internazionale per i diritti umani, che sul suo sito internet commenta così la notizia: "Siamo choccati e preoccupati". "Chiediamo alle autorità giapponesi di identificare gli autori di questa campagna d'odio" aggiunge dagli Stati Uniti Abraham Cooper, un responsabile del Centro.

La polizia di Tokyo ha aperto un'inchiesta. Secondo gli osservatori internazionali, la distruzione del Diario arriva in un momento già delicato, quando numerose sono le critiche contro il Giappone per alcune posizioni giudicate revisioniste, rispetto al ruolo del Paese nella Seconda guerra mondiale. Posizioni che si erano in parte ammorbidite dopo che, nel dicembre 2012, Shinzo Abe era divento primo ministro.

il Diario di Anna Frank

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