Governo Renzi al lavoro. Brunetta: "Imposto dai poteri forti". Domani la fiducia

Primo consiglio dei ministri: sul tavolo lavoro e tasse. In vista della fiducia

Aggiornamento 19:29 - Non piace all'opposizione di Forza Italia e Lega Nord la paventata ipotesi di tassazione delle rendite sui BOT, snocciolata oggi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio intervistato da Lucia Annunziata a "In 1/2 ora".

L'ipotesi è stata così spiegata dallo stesso Delrio:

"Se una signora anziana ha messo da parte 100mila euro in Bot non credo che se gli togli 25 o 30 euro ne avrà problemi di salute. Vediamo..."

Immediatamente il vicecapogruppo di Forza Italia Bernini ha manifestato la contrarietà all'eventuale provvedimento:

"Se il buongiorno si vede dal mattino, si è fatta già notte sul governo Renzi. Delrio delinea una politica economica che prevede di tassare anche quel che resta del risparmio degli italiani, cioè i Bot"

Anche la Lega, con un tweet del segretario Salvini, si dice contraria al provvedimento, accostando la paternità del governo al primo ministro Merkel. E proprio Angela Markel ha telefonato oggi pomeriggio a Matteo Renzi, augurandogli buon lavoro e confermando il desiderio di fare fronte comune in Europa anche durante il semestre europeo.

In casa Pd invece non dovrebbero esserci sorprese domani in Parlamento, quando sia la Camera che il Senato dovranno ratificare la squadra di governo con il voto di fiducia: a Bologna Pippo Civati, primo tra i malpancisti per le ultime mosse del segretario Renzi, ha detto di non gradire il governo di Matteo Renzi, ma che altrettanto sarebbe impensabile non votare la fiducia, volendo continuare a fare politica nel Partito Democratico.

Il pensiero di una scissione non sembra, nelle dichiarazioni ufficiali, una possibilità concreta per Civati, che conferma di accettare la ragion di partito, senza tuttavia precisare quale sarà il comportamento di domani in Aula: l'ipotesi di un astensione è sempre più alta.

Aggiornamento 13:18 - Renato Brunetta, capogruppo Forza Italia alla Camera, intervistato stamattina da Maria Latella su Sky TG24 è tornato arrembante sul governo, ricordando a Matteo Renzi gli impegni presi, in particolare in materia di legge elettorale e di riforme istituzionali.

"Vedremo l'atteggiamento del Pd alla Camera sulla calendarizzazione della legge elettorale. Se l'Italicum non sarà approvato entro marzo denunceremo il mancato impegno di Renzi, non con Berlusconi, ma con tutti gli italiani. [...] Se Renzi non rispetta i patti perde la testa."

ha sferzato l'esponente di Forza Italia, forse infastidito dalle parole di Marianna Madia, neoministro della Pubblica Amministrazione:

"Da parte di una ragazzina, per quanto dinamica, non è un bel dichiarare dire che farà il contrario di quello che ho fatto io. [...] Se inizia così, deve studiare ancora molto, le sto mandando dei libri."

Renato Brunetta non ha perso tuttavia la sua verve polemica ed ha anche attaccato la formazione del nuovo governo: sono in molti infatti (come Maurizio Bianconi di Forza Italia) a lamentare come la compagine sia, in quota Ncd, sostanzialmente invariata (in effetti, sulla carta pare netta la "vittoria" di Angelino Alfano); uno "sgarbo" che molti in Forza Italia non hanno gradito: da un paio di giorni infatti sono tanti i forzisti che chiosano, a denti strettissimi, un "gliel'avevo detto io" (riferendosi agli avvertimenti dati al "capo" sulla credibilità di Matteo Renzi).

"E' un governo imposto dai poteri forti e si chiamano banche e muovono miliardi di euro"

ha denunciato Brunetta, riferendosi in particolare alle nomine dei ministri. Con la partita di viceministri e sottosegretari ancora aperta (i posti più ghiotti sono ancora disponibili), la pressione dell'opposizione su Renzi si fa quasi asfissiante.

Matteo Renzi al lavoro

Matteo Renzi, licenziato il primo Consiglio dei Ministri ieri pomeriggio, è già al lavoro con il sottosegretario Graziano Delrio, su lavoro e taglio delle tasse, in attesa di presentarsi davanti al Parlamento la prossima settimana per chiedere la fiducia al governo da lui formato.

Ad informare gli italiani, in perfetto stile "rottamation", ci ha pensato direttamente il primo ministro grazie all'immancabile Twitter:


"No ad annunci spot" scritto in un messaggio da massimo 140 caratteri è un controsenso sul quale Filippo Sensi avrà da lavorare.
Una cosa è (quasi) certa: come già detto in precedenza, questo sarà il governo dei tweet; speriamo noialtri di non svilire troppo la cronaca parlamentare e, più in generale, l'intera area politica, ma è evidente che il micro-blogging avrà un ruolo fondamentale in questo governo. Un ruolo comunicativo importante che tuttavia, come ha notato lo stesso Renzi questa mattina, rischia di far perdere fin troppo tempo nella vita reale. #FatePresto, si, ma per davvero:


ha twittato venti minuti dopo l'ex sindaco di Firenze ai quanti hanno risposto al suo precedente "pensiero". Nel concreto, nella vita vera insomma, la notizia è che la compagine governativa renziana sarebbe già sui dossier tasse e lavoro.

Nel frattempo il Cdm di ieri ha nominato i ministri senza portafoglio: per le Riforme costituzionali ed i Rapporti con il Parlamento all’on. Maria Elena Boschi, per gli Affari regionali a Maria Carmela Lanzetta, per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione all’on. Maria Anna Madia.

La "madre di tutte le battaglie" renziane è quella contro la burocrazia: in particolare il fiorentino utilizzerà, è lui stesso a spiegarlo ai cronisti, il lavoro svolto dal team guidato dal magistrato Nicola Gratteri, nominato da Enrico Letta, il 18 giugno 2013, a capo di una task force governativa atta all'elaborazione di proposte in tema di lotta alla criminalità organizzata.

Prime Minister Designate Matteo Renzi Presents New Italian Government

La riduzione delle tasse (Renzi ha ricordato più volte come, nell'esperienza da amministratore prima alla Provincia e poi al Comune di Firenze, sia sempre riuscito ad abbassare le imposte locali), ma anche la spending review (altro dossier sul tavolo del governo) e l'economia 2.0, sulla quale l'Italia ha margini di miglioramento partendo praticamente dall'anno zero.

Sono arrivati anche gli auguri dei capi di Stato mondiali a Matteo Renzi, affinchè faccia bene ed affinchè garantisca continuità con l'operato del precedente governo, che in campo internazionale è innegabile abbia dato una scossa positiva alle relazioni con i paesi esteri: i primi due a congratularsi con Renzi ieri sono stati il presidente francese Francois Hollande (che ha invitato Renzi a Parigi "il prima possibile") e il premier belga Elio Di Rupo, entrambi socialisti. Poi è stata la volta del Presidente Obama, che dalla Casa Bianca ha chiamato Palazzo Chigi e si è congratulato con Renzi, auspicando una stretta collaborazione sui temi più caldi della politica internazionale.

Da Mosca è invece arrivato un telegramma firmato da Vladimir Putin.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO