Governo Renzi: il voto di fiducia passa alla Camera

Il voto di fiducia alla Camera del governo Renzi in diretta streaming

[embed1]

25 febbraio: è in corso il dibattito alla Camera, dove i deputati stanno rispondendo alle dichiarazioni di ieri di Renzi in Senato. Il premier prenderà la parola alle 16 per la replica. Seguiranno poi le dichiarazioni e le operazioni di voto.

Il voto di fiducia e i numeri della maggioranza al Senato

00.45

Ecco i numeri della maggioranza al Senato che ha votato la fiducia al governo Renzi: 169 favorevoli, 139 contrari. Numeri appena più bassi del previsto se si conta che il Partito Democratico può contare su 107 voti, ai quali si aggiungono Scelta Civica (8 voti), Popolari per l’Italia (12 voti, è la costola di Scelta Civica nata attorno a Mario Mauro), i 10 delle Autonomie (Svp, Psi, ecc), i 31 del Nuovo Centrodestra e i 3 ex del Movimento 5 Stelle confluiti nel misto. Il totale fa 171.

00.13 Sono in corso le votazioni. Tra pochi minuti avrà termine la maratona della fiducia al governo Renzi al Senato.

00.03 Sì anche da parte del Pd, annunciato da Zanda: "Si troverà ad operare in condizioni molto dure. Dai senatori democratici la fiducia, per sostenere il cambiamento".

23.49 "Sì" al governo Renzi scontato da parte di Ncd, e altrettanto scontato "no" del Movimento 5 Stelle (""Ha tradito lo spirito delle primarie. È un baro, un bugiardo, il Vanna Marchi della politica. No alla fiducia e ai suoi indicibili accordi che l'hanno portata qui"). Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia, ha detto che Renzi potrà contare sul partito per "un percorso di riforme condiviso", ma confermato il no alla fiducia.

23.34 Prime dichiarazioni di voto, arrivano i "no" di Sel ("Se farà cose utili il nostro appoggio non le mancherà") e Lega Nord ("Voteremo no, da lei un non programma. Basta tasse e mai sui Bot, i risparmi degli italiani. No allo ius soli,una forzatura demagogica. Su Kyenge avevamo forse ragione noi?").

22.15 Ancora Renzi: "Se la legge elettorale fosse stata in vigore l'anno scorso ci sarebbe un ballottaggio tra Bersani e Berlusconi e avremmo avuto una maggioranza certa. Noi saremo sempre bipolaristi. Non possiamo perdere un occasione per il paese".

21.55 Matteo Renzi sta parlando per la replica dopo le dichiarazioni dei vari gruppi: "Mi ha colpito che si sia contestato il fatto di aver utilizzato un registro diverso da quello necessario, ci hanno detto: 'Ma come ti permetti di venire in quest'aula e parlare con un tono diverso?'. Se in quest'aula si deve utilizzare un tono diverso è sicuro che il problema sia del governo che usa questo tono o che invece c'è uno scollamento tra le istituzioni che voi rappresentate e la realtà? Quando si parla al Senato si sta parlando con i rappresentanti dei cittadini, ai quali si deve un linguaggio di franchezza e trasparenza".

19.39 Non ci sarà il soccorso azzurro per il governo Renzi. Si era ipotizzato che - visto il feeling che c'è tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi - il Cavaliere decidesse di portare una decina di voti in più al nuovo esecutivo attraverso i senatori del gruppo Gal, costola "sudista" e autonomista nata da Pdl e altri. Non sarà così, Gal ha annunciato il suo voto contrario.

18.41 Prime dichiarazioni di voto contrarie da parte del Movimento 5 Stelle, come anche da Forza Italia e dalla Lega. Fiducia invece da parte dei partiti che avevano sostenuto il governo Letta, ma a far discutere è ancora la situazione in casa Pd, con protagonista il ribelle Pippo Civati che dice: "La mia è una sfiducia di fatto, si tratta di un errore clamoroso". Ciononostante, come noto, anche Civati voterà la fiducia.

17.31 È iniziata la discussione al Senato che porterà nella notte al voto di fiducia al governo Renzi. Intanto si apprende che tra Obama e Renzi c'è stata una telefonata mentre il neopremier si trovava alla Camera per consegnare il testo stenografato del suo discorso.

16.47 Matteo Renzi ha appena consegnato lo stenografico del suo discorso al Senato alla Camera dei deputati, dopodiché farà ritorno al Senato dove potrà quindi avere inizio la discussione con le dichiarazioni dei vari gruppi parlamentari.

15.38 I punti principali del discorso di Matteo Renzi al Senato:

Comunico fin dall'inizio che vorrei essere l'ultimo presidente del consiglio a chiedere in quest'aula la fiducia. Siamo qui davanti a voi per parlare un linguaggio di franchezza, al limite di brutalità. Noi, a differenza di qualche leader, siamo orgogliosi di essere democratici, di apprezzare le regole del gioco della democrazia. Noi non abbiamo paura di andare alle elezioni. Abbiamo allungato l'orizzonte politico della legislatura. Ma arrivare al 2018 ha un senso soltanto se avvertiamo l'urgenza di un cambiamento radicale. In questo governo ci sono i segretari dei partiti che lo sostengono, perchè questo è un governo politico e noi pensiamo che la parola politica non sia una parolaccia. Il primo impegno è lo sblocco totale dei debiti della Pubblica Amministrazione attraverso un diverso utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti. Riduzione a doppia cifra del cuneo Fiscale con misure serie e irreversibili che porteranno nel primo semestre del 2014 a risultati immediati e concreti. Non offriamo parole, ma interventi precisi e puntuali. Nel mese di giugno porteremo all'attenzione di questo parlamento un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente. Siamo un paese in cui lavorano più negli appalti gli avvocati che i muratori. Sui diritti lo sforzo da fare è di ascoltarsi e trovare un compromesso anche quando non mi soddisfa del tutto. L'identità è la base dell'integrazione, un Paese che non si integra non ha futuro. A fronte di un dibattito che ha visto i diritti oggetto di scontro, facendone una bandierina in campagna elettorale senza poi fare nulla, con questo governo spero di trovare dei punti di sintesi ideali. Ad esempio per permettere alla bimba nata dove è nata la sua compagna di banco, dopo un ciclo scolastico, di diventare italiana. L'opportunità non è pari, è dispari: ce n'è solo una. C'è una sola occasione. Se dovessimo perdere non cercheremo alibi, se dovessimo perdere questa sfida la colpa sarebbe solo mia.

15.23 Concluso il discorso di Matteo Renzi al Senato, verso le 16 dovrebbe riprendere la seduta con le varie dichiarazioni dei gruppi.

15.11 Sta per concludersi il discorso di Matteo Renzi al Senato, dopodiché cominceranno gli interventi dei senatori.

13.48 Questione di minuti e Matteo Renzi arriverà al Senato, dopo aver incontrato i ministeri degli Estera e della Difesa sulla questione dei marò. Mattinata quindi occupata non solo a limare il discorso.

Il voto di fiducia al Senato del governo Renzi comincerà oggi a partire dalle 14. Dopo la presentazione della lista dei ministri e il passaggio di consegne (gelido) con Enrico Letta, il governo Renzi va quindi alla sua prima prova davvero importante: il voto di fiducia in Senato. L'obiettivo è conquistare i 176 voti che sulla carta dovrebbero arrivare senza troppe difficoltà, ma è possibile che i numeri siano anche più abbondanti grazie all'apporto che potrebbe arrivare dal gruppo delle Grandi Autonomie.

Il voto di fiducia al Senato in diretta streaming

Grande attesa anche per il discorso di Matteo Renzi, che farà il punto delle prime iniziative che il suo governo proverà a portare a termine e soprattutto farà il primo ingresso della sua carriera politica in uno dei due rami del Parlamento italiano. Il voto di fiducia in Senato dovrebbe cominciare a partire dalle 14 e sarà trasmesso in diretta streaming, come recita il sito di Palazzo Madama.

In Aula. Il Senato torna a riunirsi lunedì 24 febbraio, alle ore 14, per le comunicazioni del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Quali sono i numeri del governo Renzi in Parlamento? Alla Camera, come noto, la maggioranza non è un problema, il Partito Democratico da solo ha 293 seggi su 630 totali, anche l’appoggio della sola Scelta Civica sarebbe sufficiente per avere una maggioranza abbastanza solida. Il rebus dei numeri, infatti, è tutto al Senato, dove la maggioranza è fissata a quota 161.

Il Partito Democratico può contare su 107 voti, ai quali - come confermato durante le consultazioni - si aggiungono Scelta Civica (8 voti), Popolari per l’Italia (12 voti, è la costola di Scelta Civica nata attorno a Mario Mauro), i 10 delle Autonomie (Svp, Psi, ecc), i 31 del Nuovo Centrodestra e i 4 ex del Movimento 5 Stelle confluiti nel misto. Il totale fa 177. E già questa è una maggioranza abbastanza solida, paradossalmente ancora più solida di quanto sembrerebbe dal momento che almeno 3 di questi gruppi molto difficilmente riuscirebbero a conquistare numeri simili al Senato se si tornasse a votare (sempre che riescano a eleggere qualcuno).

A rafforzare ulteriormente la posizione di Renzi potrebbe essere Silvio Berlusconi. Non perché disposto a offrirgli l’appoggio esplicito di Forza Italia, ma perché disposto a fornirgli l’aiuto degli 11 senatori delle Grandi Autonomie e Libertà, gruppo gemello di Fi. La stima di Berlusconi per Renzi è ormai nota, forse è addirittura ricambiata. Ed ecco che per dare una mano al governo di colui che probabilmente il Cavaliere vede come suo erede è disposto a far arrivare il soccorso azzurro. Se così sarà, la maggioranza renziana salirà a quotà 188.

Numeri che quindi potrebbero essere più ampi di quelli che aveva ottenuto Letta nella seconda fase del suo governo, e cioè dopo l'uscita di Forza Italia dalla maggioranza. La fiducia ottenuta a novembre si fermava infatti a soli 171 voti, e si trattava addirittura di 4 voti in più di quelli che erano stati calcolati.

Ok-della-Camera-al-Dl-sui-debiti-della-Pa-586x330

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO