Renzi, la vera “carta coperta” del patto con il Cav è la nomina del sostituto di Napolitano?

Si dice e si ridice che (anche) questo governo va giudicato dai fatti ma in politica, si sa, spesso si dice una cosa con l’obiettivo di farne un’altra, diametralmente opposta. Il cavallo di battaglia del nuovo premier Renzi pare essere la durata del governo, puntando al 2018, cioè passando al concetto di alleanza di legislatura, pur con la stessa maggioranza del governo precedente. Gatta ci cova.


Perché è davvero difficile credere all’orizzonte del 2018, con un Partito Democratico tenuto insieme dal cerotto della disciplina di partito di togliattiana memoria, con le elezioni europee (e amministrative) di maggio capaci di dare segnali destabilizzanti da mandare tutto a carte quarantotto, come già accadde all’epoca di Massimo D’Alema premier dopo un ko subito nel voto municipale.

Non è questione di buona volontà (di Renzi) ma di scelte e di obiettivi politici e personali, non tutti chiari e chiariti alla luce del sole, con il peso dell’inquietante patto del Nazareno fra Matteo e il Cav. Ad alcuni preoccupa il premier che interviene alle Camere con le mani in tasca e non cosa si cela in quelle tasche. Nel PD, al centro come in periferia i più scommettono sul voto anticipato nella primavera 2015, se non addirittura nell’autunno di quest’anno.

Dice a Giovanni Minoli di Mix 24 su Radio 24 il presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia (PD) : "Mi auguro che si possa arrivare al 2015, avendo fatto le riforme che Letta stava già iniziando a fare. Con Letta si aveva la certezza che l'alleanza con i partiti di centro e di centro-destra, escluso Berlusconi, che era fuorigioco, sarebbe stata un'alleanza a termine, a fine 2014. Invece all'improvviso è cambiato lo scenario, quest'alleanza diventa di legislatura...". Incalza Minoli: “Si vota tra un anno?”. "Spero di no, temo di sì", ha replicato Boccia.

Ecco. Berlusconi sta già disegnando strategie elettorali pronto a dispiegare tutta la sua forza finanziaria e mediatica. Ma anche altri partiti, specie nell’ambito del centrodestra, stanno lavorando per prepararsi alle elezioni, ben oltre le europee.

Nell’azione e nella strategia di Renzi, ciò che inquieta è se c’è o no un messaggio nascosto. Scriveva l’altro ieri al Foglio l’ex ministro socialista Rino Formica: “ Indicare la durata della legislatura non è solo una furbata per assicurare i parlamentari di un rinvio di licenziamento, ma vuole annunciare il passaggio dalla forma di governo di necessità alla forma di governo ordinario, cioè non più il governo del Presidente della Repubblica (come Letta ndr) ma il governo del Segretario del partito di maggioranza relativa che ha trovato non una maggioranza in Parlamento ma diverse e variegate maggioranze (una di governo, una per la legge elettorale, una per ogni riforma, ed una, forse, la più indistruttibile, del terrore per lo scioglimento anticipato delle Camere. Con queste molteplicità di maggioranze, tutte autonome e tutte convergenti, si può dire che questo governo è del Signor Renzi… Ora Renzi spera nell’irritazione del Colle perché Napolitano si dimetta e sciolga il Patto Parlamento-Quirinale. Se non dovesse farlo, sarà lo stesso Renzi a compiere qualche irriverente provocazione. La vera carta coperta dell’accordo con Berlusconi è l’intesa sulla nomina del futuro Presidente della Repubblica”.

G_Napolitano-586x345 Fantapolitica o realismo? Per fortuna fra il dire e il fare c’è (sempre) di mezzo il mare.

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