Russia: accordi per basi militari all'estero, tra cui Cuba e Venezuela

Il ministro della Difesa di Mosca ha parlato ai giornalisti: "Stiamo firmando documenti importanti".

La Russia ha manie di grandezza come la vecchia Unione Sovietica. Sono infatti in corso trattative per aprire nuove basi militari all'estero. Si fanno i nomi di Vietnam, Cuba, Venezuela, Nicaragua, Seychelles e Singapore. Lo ha fatto sapere il ministro della Difesa, Serghei Shoigu, parlando all'agenzia stampa Ria Novosti.

"I colloqui sono in corso, stiamo siglando documenti importanti". La trattativa, insomma, è già avanzata. I negoziati non riguarderebbero solo le basi militari, ma anche visite ai porti di questi Paesi a condizioni favorevoli e l'apertura di siti di rifornimento per i bombardieri strategici in pattugliamento. Attualmente, Mosca ha solo una base navale fuori dal territorio nazionale, a Tartus, in Siria. Dove la situazione è però complicata a causa della guerra civile.

Per motivi finanziari, nel 2002 sono state chiuse la base navale in Vietnam e quella radar a Cuba. Recentemente, Vladimir Putin ha però rilanciato la marina e l'aviazione militari per proteggere gli interessi nazionali russi nel mondo e proiettare l'immagine di un Paese che è di nuovo potenza mondiale. In grado di controbattere agli Stati Uniti. Ricordando la guerra fredda degli anni '80.

Nell'ex Urss, la Russia ha attualmente basi militari in Kirghizistan, dove sono stati dislocati anche i paracadutisti; in Tagikistan, dove la brigata si è trasformata in divisione; nelle due regioni georgiane separatiste dell'Abkhazia e dell'Ossezia del Sud. Quest'anno, sempre in nome del rilancio militare, verrà dispiegato un reggimento dell'aviazione in Bielorussia.

Vladimir Putin

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