Sondaggi politici: il boom di Matteo Renzi

Il primo ministro conquista dieci punti nei sondaggi politici.

Secondo quanto registrato dai sondaggi politici, evidentemente, i discorsi di Matteo Renzi al Senato e alla Camera - che tanto freddamente sono stati accolti dalle aule - sono invece piaciuti molto agli italiani. E d'altra era più che evidente come fosse agli spettatori che Matteo Renzi si stesse rivolgendo nel suo primo discorso da primo ministro, con quella informalità che così tanto ha infastidito i senatori, che rimarcando la cosa non hanno fatto altro che fare il gioco del nuovo "grande comunicatore".

Che la strategia abbia funzionato lo mostrano i sondaggi politici Ixè trasmessi stamane ad Agorà, che mostrano numeri davvero sorprendenti. Matteo Renzi piace, e nonostante le tantissime critiche ricevute per la staffetta con (o meglio, la pugnalata a) Enrico Letta la fiducia nei suoi sondaggi non solo è rimasta stabile, ma anche proprio compiuto un balzo enorme verso l'alto: dal 52% della scorsa settimana si passa al 62% di questa settimana. Più dieci punti percentuali, un salto che molto raramente, per non dire mai, si vede in questi sondaggi.

sondaggi

E così Matteo Renzi fa il vuoto dopo di lui, dove comunque anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mette a segno un notevole successo, conquistando cinque punti e arrivando al 45%. Sicuramente Renzi farà molta attenzione a questi sondaggi, chissà se è così anche per il Capo dello Stato. Che comunque si avvantaggia di avere avuto un ruolo di primo piano nella nascita anche di questo governo (seppur meno da protagonista rispetto a Letta e, soprattutto, Monti).

Sul terzo gradino rimane ancora Enrico Letta, che ormai non può più scendere non essendo più primo ministro e che infatti rimane al 38%. Tra poco, però, verrà inevitabilmente escluso da questa lista non avendo più il ruolo di leader. Perde parecchi punti invece Beppe Grillo (31%, -3), anche se probabilmente questi sondaggi ancora non tengono conto delle espulsioni nel Movimento 5 Stelle e del rischio scissione che sta attraversando il partito. Dietro di lui Alfano al 24% (in crescita) e stabile Berlusconi al 22%.

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