Papa Francesco apre ai divorziati: "Non condannare gli amori falliti"

Lo ha detto oggi nell'omelia durante la messa a Santa Marta


Praticamente dal giorno della sua elezione si parla della possibilità che Papa Francesco intervenga per riformare la dottrina della Chiesa in materia di sacramenti a divorziati e separati, e anche se finora questa è stato più che altro un "wishful thinking", supportato da qualche indizio ma da nessuna prova, le ultime dichiarazioni del pontefice sembrano andare proprio in questa direzione.

Stamattina, commentando il Vangelo di oggi durante la messa a Santa Marta, Francesco ha detto: "Bisogna accompagnare, non condannare, quanti sperimentano il fallimento del proprio amore". Un chiaro riferimento a separati e divorziati che, secondo la dottrina della Chiesa, non possono partecipare ai sacramenti come la Comunione.

La frase va comunque contestualizzata. Nell'omelia, il Papa si è riferito all'amore di Cristo per il suo popolo:

Cristo sposò il suo popolo. Questa è la storia dell’amore, questa è la storia del capolavoro della Creazione. E davanti a questo percorso di amore, a questa icona, la casistica cade e diventa dolore. Ma quando questo lasciare il padre e la madre e unirsi a una donna, farsi una sola carne e andare avanti, questo amore fallisce, perché tante volte fallisce, dobbiamo sentire il dolore del fallimento.

Da qui appunto la necessità di "non condannare" ma di "camminare con loro" e non trasformare la situazione in una casistica.

E questa è la trappola: dietro la casistica, dietro il pensiero casistico, sempre c’è una trappola. Sempre. Contro la gente, contro di noi e contro Dio.

Basta questo a parlare di apertura verso i divorziati? Sicuramente si può parlare di un atteggiamento più misericordioso, ma senza spingersi (ancora) a teorizzare una riforma della dottrina, anche perché questo vorrebbe dire, in un certo senso, ricadere nella casistica tanto condannata dal Papa.

C'è però un altro elemento che potrebbe far pensare a una imminente riforma. Francesco ha infatti indetto due Sinodi sulla famiglia, il primo a ottobre e il secondo l'anno prossimo, mentre un concistoro straordinario si è concluso la settimana scorsa. Per quest'ultimo, il Papa ha incaricato di tenere la relazione introduttiva il cardinale Walter Kasper, presidente emerito del Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani e uno dei maggiori teologi viventi. Kasper è su posizioni progressiste e già dagli anni '90 chiede che gli "irregolari" vengano ammessi ai sacramenti al termine di un cammino penitenziale.

Nella sua relazione Kasper non ha fornito risposte univoche, ma a quanto pare ha invitato a trovare soluzioni non generali ma basate sulle singole esperienze. Una posizione che oggi il Papa sembra aver fatta propria e che potrebbe avere sviluppi proprio in questo senso.
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