Muos: Stati Uniti proseguono progetto, oggi manifestazione in Sicilia

Washington: "Entro il 2016 il sito di Niscemi, in Sicilia, sarà completamente operativo".

Nel 2016 il Muos (Mobile User Objective System), il nuovo sistema di comunicazione satellitare globale del dipartimento della Difesa Usa, sarà pienamente operativo anche a Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Il Muos è costituito da cinque satelliti e quattro stazioni terrestri (Chesapeake in Virginia, Wahiawa alle Hawaii, Geraldton, nell’ovest dell’Australia, e Niscemi in provincia di Caltanissetta).

Gli Stati Uniti vanno avanti per la loro strada nonostante il movimento No-Muos, che anche per oggi ha in programma una manifestazione e che l'anno scorso ha costretto a sospendere i lavori per sei mesi. Ma ora Washington accelera: "Entro novembre di quest'anno saranno ultimati i test" ha spiegato Rachel Ellehuus, direttore per le politiche dell'Europa del dipartimento della Difesa. Nel 2016 Niscemi sarà già operativa, nell'aprile del 2015 sarà lanciato il satellite: "Nel 2017 l'intera struttura, ovvero tutte e quattro le basi, si metteranno in moto".

I No-Muos sono da tempo in guerra contro il progetto, Temono ricadute sull'ambiente, in particolare sulla riserva naturale della Sughereta, e sulla salute dei cittadini a causa delle radiazioni emesse dalla antenne del Muos. Ma la base aerea siciliana coprirà uno spazio che va dall'Oceano Atlantico agli Oceani Indiani, ad alta e bassa frequenza, per unità Nato marine terrestri e aeree. Per Washington, dunque, si tratta di un progetto di "fondamentale importanza", come ha riconosciuto Barack Obama.

Gli Stati Uniti hanno portato all'attenzione dell'opinione pubblica pure studi scientifici sulle emissioni di onde elettromagnetiche, che sarebbero sotto la soglia di allarme. John Oetting, studioso della Johns Hopkin University, per otto anni ha analizzato le performance del Muos e parla di una potenza di radiotrasmissione di massimo 200 watts: "Il valore è mille volte inferiore a quello assorbito da una persona che fa due telefonate con il cellulare di cinque minuti ogni due ore". Il professor Massimo Zucchetti aveva invece avvertito che le emissioni erano elevate.

E a dare parzialmente ragione a Zucchetti è anche l'ammiraglio Christian Becker, responsabile del comando e controllo delle comunicazioni e dell'intelligence del Pentagono: "L'America ha scartato l'ipotesi di fare il Muos a Sigonella perché le onde avrebbero interferito con il traffico aereo dei vicini scali". E i No-Muos si chiedono: perché allora sull'uomo dovrebbe avere effetti quasi trascurabili?

Gli Usa, come detto, a questo punto del progetto non vogliono più tornare indietro. E sono pronti a pigiare sull'acceleratore, rassicurando la Sicilia e usando anche la carota: "Si apriranno grandi opportunità per le comunità locali, vogliamo rassicurati i siciliani: sono pronti investimenti significativi" ha annunciato Ellehuus. Il lavoro per tacitare i problemi relativi alla salute. Quante volte abbiamo sentito questo ritornello...

No-Muos

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