Franceschini all'Aquila: "Tra cinque anni la città restituita al mondo"

Il neoministro della Cultura visita L'Aquila e promette la fine della ricostruzione in tempi brevi.

Fare promesse è forse l'attività che più occupa il tempo dei politici. Quando però si alza il tiro come ha fatto oggi Dario Franceschini all'Aquila è davvero necessario che alle parole seguano i fatti.

Il nuovo ministro per i Beni e le Attività culturali ha promesso che entro cinque anni l'Aquila sarà restituita alla collettività e non solo: il capoluogo abruzzese avrà anche un grande potenziale di attrattiva turistica.

Per perseguire questo progetto così ambizioso oggi Franceschini ha lanciato "Aquila viva", una struttura ministeriale per la gestione della rinascita della città:

Un bel museo non serve a niente, ci vuole una città viva. Ecco perché la sfida tutta italiana è quella di riconsegnare L'Aquila in cinque anni agli aquilani, ma nello stesso tempo farla ridiventare quella meraviglia architettonica che era, in un contesto di città vissuta

ha detto il ministro che ha ricordato ai giornalisti la sua prima visita alla città terremotata, il giorno dopo la tragedia, quando era segretario del PD.

Positive le sensazioni anche per il sindaco Cialente che ha riconosciuto a Franceschini di essersi sempre preoccupato della ricostruzione dell'Aquila, anche prima di diventare ministro per i Beni culturali. Il primo cittadino si è detto "soddisfattissimo dell'incontro con il ministro Franceschini" e confidente nell'azione di un "governo impegnato seriamente a risolvere la questione aquilana".

Franceschini ha ribadito come la ricostruzione dell'Aquila sia una sfida nazionale e non solo locale. Se la promessa del ministro sarà mantenuta il periodo delle transenne durerà complessivamente dieci anni, ma l'orizzonte di questo governo è, a essere ottimisti al 100%, il 2018, un annetto prima della scadenza indicata da Franceschini...

Matteo Renzifranceschini_aquila_ricostruzione

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