FIAT e Governo: sabato l'incontro

E alla fine la telefonata di Marchionne è arrivata. A riceverla non è stato però il ministro Fornero, ma il primo ministro Mario Monti. L'ad Fiat e il Premier si sono accordati - come si legge sul comunicato stampa di Palazzo Chigi - per avere un incontro sabato 22 alle ore 16 a Palazzo Chigi.

All’incontro parteciperanno, per il Governo, oltre il Presidente Monti, il Ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera e il Ministro del Lavoro Elsa Fornero e, per la Fiat, il Presidente John Elkann e l’AD Sergio Marchionne. Nell’occasione – ha assicurato il dott. Marchionne – verrà fornito il quadro informativo sulle prospettive strategiche del gruppo Fiat, con particolare riguardo all’Italia.



Le voci da Pomigliano



Dopo aver annunciato la morte di Fabbrica Italia - il megainvestimento negli stabilimenti italiani che Marchionne aveva promesso in cambio del nuovo contratto di lavoro - così, come se niente fosse. Dopo aver annunciato che, però, la Fiat rimane in Italia in un'intervista a Repubblica, il manager col maglioncino ritrova un po' di decoro istituzionale e decide finalmente di discutere del futuro della più grande azienda italiana anche con il Governo (i sindacati sono ancora in attesa, soprattutto Bonanni). Quel Governo Italiano che ha consentito alla Fiat di restare a galla per decenni grazie ai soldi dei contribuenti e che adesso - dice il segretario Cgil Camusso - deve "chiedere la verità".

L'intervento del Governo - auspicato da giorni - soddisfa il segretario generale della Fiom Landini:

Penso che ci sia bisogno di coinvolgere anche le organizzazioni sindacali e mi auguro che quello non sia un incontro conclusivo, ma un incontro che apra una vera discussione, una vera trattativa con la Fiat ed anche con i sindacati. Mi auguro anche che il governo ponga a Marchionne il problema di rispettare la libertà e la costituzione sindacale dentro le sue fabbriche

Ma più di tutti è Bonanni della Cisl a sperare che Marchionne apra la discussione anche ai sindacati. Lui è stato il sindacalista che più di tutti ha difeso l'accordo di Pomigliano. E che più di tutti ha creduto alle megapromesse dell'ad della Fiat riguardo a Fabbrica Italia. E adesso rischia di trovarsi con un pugno di mosche ad affrontare la rabbia dei suoi.

Bonanni: "Marchionne sia leale"


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