Si dimette il sottosegretario Antonio Gentile

Partita una campagna sui quotidiani per chiederne le dimissioni

Ore 20:25 - A dare la notizia delle dimissioni è stato lo stesso Antonio Gentile, con queste parole:

"Torno a fare politica nelle istituzioni, come Segretario di Presidenza, e nella mia regione, come coordinatore regionale. Chiedo solo che si faccia luce su tutto e che chi ha inteso esprimere giudizi inaccettabili sulla mia persona si ravveda davanti alla verità terza e oggettiva che sarà scritta dai giudici, ma che è già ben presente nella mia coscienza. [...] Ringrazio il presidente Renzi per l’onore accordatomi e Alfano per la fiducia espressami, oltre che i parlamentari del Ncd che hanno capito esattamente come la volontà pervicace di colpire Renzi si sia espressa utilizzando il mio nome. Riconfermo la mia fiducia nella Magistratura e nel Capo dello Stato che ne presiede l’organo di autogoverno, conscio che nel nostro Paese la maggioranza dei cittadini rifugge dai metodi illiberali e criminali che mi hanno colpito, innocentemente."

Come riferisce l'Ansa in questi minuti, stando ad una dichiarazione del Procuratore Generale di Cosenza, Gentile non sarebbe indagato dalla procura. Questa mattina i magistrati avevano preferiti non esporsi con dichiarazioni pubbliche.

Ore 20:05 - Si è dimesso il sottosegretario Antonio Gentile.

Ore 13:24 - Continua ad imperversare, come prevedibile, la polemica sul sottosegretario Gentile. A rincacare la dose la campagna social di Beppe Grillo #fuoriGentile:


Con un post sul suo blog Grillo ha chiesto ufficialmente la testa di Gentile, annunciando la presentazione di una mozione di sfiducia da parte del gruppo parlamentare pentastellato.

Aggiornamento 3 marzo, ore 11:30 - E' una vera e propria bufera quella che sta travolgendo il sottosegretario Gentile, in quota Nuovo CentroDestra.

Anche il diretto interessato ha commentato le polemiche di questi giorni:

"La macchina del fango partita dalla mia regione ha contaminato anche i grandi giornali. Credo alla loro buonafede e per questo, ritengo doveroso fare chiarezza sulle ingiuste e infamanti accuse di cui sono vittima da 10 giorni. [...] Sono trasparente e con me lo è la mia famiglia."

riporta l'Ansa, mentre laRepubblica scrive:

"Non ho mai chiesto a nessuno di bloccare notizie su presunte indagini che riguarderebbero mio figlio e di cui lo stesso non è a conoscenza. Contro di me si sono sollevate accuse infamanti, la macchina del fango partita dalla mia regione ha contaminato anche i grandi giornali."

Quella della "macchina del fango" è un drammatico furto intellettuale a qualcuno che non può più difendersi, nonostante basti scartabellare gli archivi della stessa laRepubblica per capire il concetto di "macchina del fango" per evitare di usarlo a sproposito. Ieri Matteo Renzi ed Angelino Alfano hanno parlato anche del "caso Gentile", decidendo di congelare ogni decisione sul sottosegretario, che comunque resta un "problema di Alfano" ha detto il fedelissimo del primo ministro, Ernesto Carbone, questa mattina.

Un panno che Renzi vorrebbe fosse lavato in famiglia, anche se sono molte le voci che si levano dal coro PD chiedendo la revoca della nomina o le dimissioni di Gentile (su tutti Rosy Bindi). Prima di esporsi però il premier vorrebbe ottenere il via libera della Camera sull'Italicum, previsto per questa settimana.

Aggiornamento 15:00 Il Nuovo Centro Destra fa quadrato attorno al sottosegretario Gentile. Renato Schifani dice:

Non accettiamo patenti di indegnità o di prestare il fianco a polemiche infondate.

Ribadisce poi che non ci sono prove delle pressioni esercitate dal senatore sull'editore e lo stampatore de L'Ora di Calabria.

Neanche il tempo di giurare, e già partono le prime grane per i sottosegretari appena nominati del governo Renzi. E se i malumori per la nomina di Francesca Barracciu, indagata per le "spese pazze" regionali, sembrano già rientrati, esplode il caso relativo ad Antonio Gentile, senatore del Nuovo CentroDestra e neo sottosegretario alle Infrastrutture.

Gentile, già sottosegretario all'Economia nell'ultimo governo Berlusconi (successe a Nicola Cosentino), è fresco reduce da una vicenda non proprio edificante. È stato infatti accusato di aver fatto pressioni sul quotidiano L'Ora di Calabria per impedire che fosse pubblicata la notizia di un'indagine che aveva implicato suo figlio, Andrea Gentile, al quale sono contestati i reati di abuso d'ufficio, falso ideologico e associazione a delinquere nell'ambito del caso Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. La denuncia è arrivata dal direttore del giornale, Luciano Regolo, che racconta di aver ricevuto pressioni prima da parte dell'editore, e poi addirittura dello stampatore, che si è offerto di fare da "mediatore" con la famiglia Gentile.

Regolo ha insistito per pubblicare la notizia, e, come per magia, la rotativa della tipografia si è rotta, impedendo all'Ora di andare regolarmente in edicola. Regolo riporta anche velate minacce fatte dallo stampatore, probabilmente per conto di Gentile, secondo cui "il cinghiale, quando è ferito, ammazza tutti". A neanche due settimane da questo episodio, la nomina di Gentile a sottosegretario di Stato, tantopiù in un ministero importante come quello per le Infrastrutture, non poteva passare inosservato.

I direttori dei principali quotidiani hanno rivolto un appello a Matteo Renzi perché ritiri le deleghe a Gentile, e Il Fatto Quotidiano in edicola oggi ospita gli interventi di Ezio Mauro, Ferruccio De Bortoli, Enrico Mentana, Mario Calabresi e Roberto Napoletano, tutti rivolti al premier perché si imponga su NCD sostituendo il sottosegretario, che dal canto suo si proclama estraneo ai fatti e dice di aver dato mandato ai suoi avvocati di querelare chiunque lo accusi di essere responsabile "di questa storia incredibile".
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