Le "spese pazze" della Polverini

Ci ha provato a farsi passare per "dura e pura". E in effetti ci sta provando ancora oggi, quando dalle colonne del Messaggero fa sapere che "nel Pdl ci sono troppe mele marce,
bisogna cacciarle dal partito" e che le ricevute della sua lista "saranno online entro sette giorni". Ma nel frattempo iniziano a saltare fuori un po' di strani movimenti che riguardano proprio la presidente della regione Lazio Polverini. Che potrebbe non cavarsela come spera, cioè facendosi passare per il politico trasparente raggirato da Fiorito e compagnia e bella.

Ma la Presidente reagisce in un'intervista a Mattino Cinque:

"Sto chiedendo un appuntamento al ministro dell'Interno Cancellieri per capire quali sono i tempi e le condizioni per andare al voto qualora si dovesse procedere con questo disastro. Vogliono cercare di fare capire all'opinione pubblica che il presidente della Regione vale un consigliere regionale. Oggi ci sono degli articoli che fanno il conto sul mio staff. Io ho il dovere di amministrare e governare. Ci sono andata io in Consiglio perchè non hanno capito nulla. Mi auguro che la smettano con questo atteggiamento che sta diventando ridicolo per tutti quanti. Io ho molto alto il senso del ridicolo, credo di averlo già superato. O questa storia finisce oggi - o finisce comunque per tutti perchè la faccio finire io, perchè sono stanca. Molto stanca"



Cos'è successo? Che Renata Polverini tra le varie assunzione della sua giunta ci ha infilato anche quella di Edmondo Zanini, fotografo della presidente, che costa alla Regione 75 mila euro l'anno. Zanini è un fedelissimo della Presidente, che la Polverini - una volta eletta - fa diventare "responsabile comunicazione e grandi eventi". Cosa c'entra un fotografo con un lavoro del genere? Mistero.

Ma non è questa l'unica cosa che non torna. E che potrebbe costare caro alla Polverini nel clima da 'caccia alle streghe' che si respira dalle sue parti. Scrive il Corriere della Sera:

A ottobre 2011, Gabriella Peluso viene chiamata a guidare la «Verifica dell'attuazione delle politiche regionali e del programma di governo»: contratto da dirigente, costo 122 mila euro l'anno. La Peluso è la compagna di Salvatore Ronghi, potentissimo segretario generale della Regione a 189 mila euro l'anno, uno del gruppo ex Ugl, di cui fanno parte anche il capo di gabinetto Giovanni Zoroddu e l'assessore al Bilancio Stefano Cetica. E altre polemiche ci sono per la vicenda della casa popolare, di cui usufruiscono governatore e marito dagli anni 90, a poche centinaia di euro al mese.

Un bel po' di amici e parenti portati ai ranghi alti della Regione, insomma. Ma l'ultima novità della Regione - la Parentopoli - si spinge molto oltre. Difficile stupirsi, visti i tantissimi precedenti, ma fa sempre una certa impressione vedere i gradi di parentela che esistono tra portaborse, addetti stampa, segretarie e assessori della Regione. Qualche esempio lo si legge sempre sul Corriere:

Aldo Forte, assessore alle Politiche sociali. Uomo Udc, nativo di Formia dove, da come raccontano in città «si chiamano tutti così». Forte l'assessore è il figlio di Forte il sindaco, che si chiama Michele, il quale a sua volta ha un nipote, Vincenzo. E dove lavora quest'ultimo? Nell'assessorato di Aldo, alle Politiche sociali.

Difficile scovare tutte le parentele, vista la quantità enorme di persone che corrono dietro ai vari assessori. Ognuno di loro ha diritto ad avere dieci membri dello staff. Ma spacchettando i contratti tra full e part-time, il numero può tranquillamente salire. E così Gabriella Sentinelli (Istruzione) batte tutti con 17 collaboratori, ma anche gli altri non scherzano: Pino Cangemi (Sicurezza) si tiene 12 persone, Marco Mattei (Ambiente) 13, Pietro Di Paolo (Rifiuti) 14, Francesco Lollobrigida (Trasporti) 15. La Polverini che è Presidente e anche assessore alla Sanità a Interim - e quindi ha diritto al doppio staff - arriva a 19 persone.

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