La politica e l’emergenza rifiuti in Campania: il sottosegretario Nicola Cosentino e l’ex ministro Mario Landolfi (Pdl) nei racconti di un pentito del clan dei Casalesi


Sembra che la zona tra Napoli e Caserta venga colpita dalla nuova febbre dell'oro. Tutti corrono a sversare liquidi tossici, improvvisandosi riciclatori. "Verso la fine degli Ottanta ogni clan si era organizzato autonomamente per interrare i carichi in discariche abusive. Finora è stato scoperto solo uno dei gruppi, ma vi erano sistemi paralleli gestiti anche da altre famiglie". Ci sono trafficanti fai-dai-te che buttano liquidi fetidi nei campi coltivati in pieno giorno. Contadini che offrono i loro frutteti alle autobotti della morte. E se qualcuno protesta, intervengono i camorristi con la mitraglietta in pugno”.

Queste sono solo poche righe, piuttosto inquietanti, dell’articolo che L’Espresso dedica agli sviluppi delle indagini sul traffico e lo smaltimento abusivo dei rifiuti in Campania. Il pezzo di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi, oltre a ridare spazio ai tanti dubbi sulla salubrità dei prodotti alimentari provenienti da quella regione (con troppa facilità definiti buoni e sani in base al folclore e alla tradizione piuttosto che a delle accurate analisi sanitarie), riporta le dichiarazioni di un pentito del clan dei Casalesi secondo cui il grande business dello smaltimento illegale sarebbe stato agevolato da alcuni personaggi politici, come l’attuale coordinatore regionale di Forza Italia e sottosegretario all’Economia, Nicola Sorrentino e l’ex ministri e parlamentare di Alleanza nazionale Mario Landolfi.

L’Espresso riporta le affermazioni del pentito Vassallo: "Confesso che ho agito per conto della famiglia Bidognetti quale loro referente nel controllo della società Eco4 gestita dai fratelli Orsi. Ai fratelli Orsi era stata fissata una tangente mensile di 50 mila euro... Posso dire che la società Eco4 era controllata dall'onorevole Nicola Cosentino e anche l'onorevole Mario Landolfi (An) vi aveva svariati interessi....

Presenziai personalmente alla consegna di 50 mila euro in contanti da parte di Sergio Orsi a Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest'ultimo a Casal di Principe. Ricordo che Cosentino ebbe a ricevere la somma in una busta gialla e Sergio mi informò del suo contenuto". "Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte 'a monte' dai casalesi che avevano deciso di realizzare il termovalorizzatore a Santa Maria La Fossa. Egli, pertanto, aveva dovuto seguire tale linea ed avvantaggiare solo il gruppo Schiavone nella gestione dell'affare e, di conseguenza, tenere fuori il gruppo Bidognetti e quindi anche me".
Il racconto di Vassallo coinvolge anche Nicola Ferraro “leader casertano dell'Udeur molto legato a Clemente Mastella, consigliere regionale e uomo chiave della maggioranza di Antonio Bassolino”.

Mentre i politici del Pdl hanno già annunciato smentite e querele, forse si potrebbe iniziare a riflettere su chi e perché ha scelto dove costruire gli inceneritori e su chi e perché ha favorito 15 anni di emergenza rifiuti…

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