Renzi, luna di miele già finita: la bega Gentile e il nodo Russia-Ucraina

La luna di miele di Matteo Renzi dura poco stretto nella tenaglia di una bega interna qual è quella del sottosegretario Gentile e di un nodo di ben altro spessore, con i venti di guerra fra Russia e Crimea.


La bufera sul caso Gentile (avrebbe fatto censurare un giornale per “coprire” suo figlio) può essere parte della solita commedia all’italiana che finisce a tarallucci e vino, pur se niente va dato per scontato, con il Ncd che fa quadrato a difesa del suo uomo e con una parte del Pd che non vedeva l’ora di rialzare la voce (vedi Rosy Bindi) per marcare il territorio e sperare sempre in una scivolata di Renzi sulla classica buccia di banana.

L’Ucraina è tutt’altra questione, di livello internazionale, con in campo le grandi potenze, a cominciare dalla Russia e dagli Usa. Ma di Europa e zone limitrofe trattasi, quindi a un tiro… di schioppo dall’Italia. Obama alza la voce contro Putin, pronto irresponsabilmente a dare il via a un’invasione che ricorda addirittura l’800. Gli Usa minacciano forti ritorsioni. Ma anche Francia e Gran Bretagna non stanno a guardare annunciando il boicottaggio del prossimo G8 che dovrebbe svolgersi a Sochi.

E l’Italia? Segue il vecchio copione dell’attesa e/o di stare, di fatto, con un piede di qua e uno di là. Renzi preferisce restare fedele ad una linea praticamente ammiccante con Putin. Che sia stata la linea suggerita dai diplomatici o che si tratti dell’istinto del premier, è difficile dirlo.

Scrive Paolo Messa: “Le esigenze commerciali di breve termine hanno prevalso sulla visione strategica annebbiando la capacità di identità del nostro interesse nazionale. Il cerchiobottismo nella nostra politica estera dovrebbe essere oggetto di una netta rottamazione che, in questa prima occasione, non abbiamo visto. I confini dell’Europa e della stessa Nato sembravano potersi dilatare senza confini ma la teoria della fine della storia è fallita. Patto atlantico e patto di Varsavia (resuscitato di fatto dalle mire di Putin) non sono compatibili fra loro. Il “ma anche” non può reggere. Provaci ancora Matteo: cambia verso”.

matteo

Già, un conto è “rottamare” la vecchia guardia del piccolo Pd, un conto è mostrare il muso duro a uno come Putin, ex capo del KGB, indisturbato Zar di tutte le Russie e zone limitrofe.

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