Elezioni Europee 2014 | Germania: Rimossa la soglia di sbarramento. E in Italia?

Parlamento UE


Elezioni Europee 2014

. In Germania, la soglia di sbarramento al 3% per le prossime elezioni del 25 maggio è diventata incostituzionale. A stabilirlo è stata la Corte Costituzionale tedesca.

Secondo la Bundesverfassungsgericht, lo sbrrramento è in contrasto con il principio generale di uguaglianza, ovvero è da ostacolo ad un'equa rappresentanza del popolo tedesco al parlamento di Strasburgo. Questa disposizione segue quella del 2011, quando la Corte aveva dichiarato incostituzionale lo sbarramento al 5% (poi fissato al 3%).

Dunque, i partiti tedeschi non saranno più soggetti ad alcuna "soglia di ingresso" e in Germania si voterà con un sistema "proporzionale purissimo". Inoltre, la Corte ha spiegato che il limite del 5% dei consensi per accedere al parlamento nazionale ha una giustificazione non ricodificabile in ambito europeo. Al parlamento nazionale, infatti, è necessario tutelare il funzionamento della camera legislativa, evitando il rischio frammentazione. Tale motivazione ha le sue radici storiche, che affondano nell'esperienza della Repubblica Weimar. Per quanto concerne il Parlamento Europeo, invece, "non si avvertono rischi di eccessivo pluralismo".

In Italia


E in Italia c'è una soglia di sbarramento? La risposta al quesito è affermativa. Nel nostro paese abbiamo una soglia del 4%. Fu introdotta di comune accordo dal Partito Democratico e dal Popolo delle Libertà di Silvio Berlusconi.

Sebbene la decisione tedesca stia già facendo molto discutere in ambito europeo, nel nostro paese appare molto complesso che abbia degli effetti prima del voto. Né RenziBerlusconi hanno interesse ad introdurre un proporzionale integrale. Inoltre, il percorso di approvazione dell'Italicum, che non sarà così semplice come previsto da molti, ha preso il sopravvento nel dibattito interno.

Ad apprezzare la decisione della Corte tedesca è stata Barbara Spinelli di L'Altra Europa con Tsipras. A tale riguardo, ricordiamo che la giornalista di Repubblica ha definito la legge elettorale italiana un "europorcellum". Anche i Verdi sono dello stesso avviso. Monica Frassoni, coopresidente italiana del partito ambientalista europeo, ha espresso la necessità di una tornata elettorale il più possibile inclusiva, per non aggravare ancora di più il distacco tra istituzioni e cittadini. "Nelle prossime elezioni europee – ha dichiarato – il problema dell’accesso alla rappresentanza è molto acuto e si avvicina a un vero e proprio diniego di democrazia se si limita troppo l’accesso alla competizione elettorale, magari per ragioni di competizione interna tra partiti nazionali".

Dubbi e considerazioni


Alcuni analisti hanno espresso, però, le loro perplessità sulla decisione tedesca. Ritengano, che seguendo l'esempio del Bundesverfassungsgericht, alcune formazione neofasciste e neonaziste dell'Unione potrebbero trovare una via d'accesso al Parlamento. Ovviamente questo rischio è concreto, ma allo stesso tempo non si dovrebbe sottovalutare che un allargamento della rappresentanza potrebbe essere anche un fattore responsabilizzante per i cittadini.

Evidenziamo, infine, che interrogarsi su possibili ingressi di formazioni di estrema destra al Parlamento Europeo è più che legittimo. A tale riguardo, però, la riflessione dovrebbe investire anche la prossima politica estera dell'Unione. A generare stupore, più che le decisioni della Corte Costituzionale tedesca, è stata la recente "dichiarazione shock" di Martin Schulz su Svodoba (uno dei partiti ucraini che si è adoperato per il rovesciamento dell ex premier Yanukovich).

Svodoba è un partito neonazista (nasce con il nome di Partito Social-Nazionalista d'Ucraina) su questo c'è poco da discutere. Ebbene, la scorsa settimana, il candidato alla presidenza della Commissione per il Pse, ha affermato: "Non so se siano nazi­sti, ma credo che dovremmo includere tutti per arri­vare a una solu­zione paci­fica del con­flitto".

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