Il dramma dei giovani di An: “Che ne sarà di noi e della nostra identità?”

La fiducia in Silvio Berlusconi è l’unico collante che lega i giovani di Alleanza Nazionale a quelli di Forza Italia. Ecco perché la giornata di ieri (che vedeva proprio quale protagonista il premier, ospite di Atreju) era l’occasione migliore per sondare gli animi e gli umori sul futuro prossimo dei movimenti di centro destra che presto convergeranno, così come i due partiti di riferimento, nel Popolo della Libertà.

Oggi, sul Giornale, trovate un ottimo reportage a riguardo. Ma, restano da capire le questioni principali che turbano i ragazzi di Azione Giovani che a quanto sembra, non sono affatto intenzionati, almeno per la stragrande maggioranza, ad abbandonare la loro identità e i loro simboli tra cui la fiaccola che quest’anno, proprio nell’ottica di un clima conciliativo, è sparita misteriosamente dal logo della festa. E fin qui, la forma.

La sostanza. Tra i due movimenti c’è un vero e proprio abisso (difficilmente insormontabile): la democrazia interna. Una caratteristica che poi, se ci pensi, contraddistingue anche le due forze politiche pronte a dar vita al Pdl. Da un lato c’è Silvio, padre a padrone degli azzurri, dall’altro la libertà di scegliere i propri rappresentanti, i temi del dibattito, congressi, frizioni: la normalità, per un partito. E Azione Giovani che è una realtà giovanile aperta, sa benissimo che nel Pdl questi spazi non ci saranno: perciò, si interroga.

Ma non si arrende. Anzi, l’impressione è che si è pronti a tutto pur di conservare una storia e una tradizione che Forza Italia (nata nemmeno dieci anni fa) non ha e non apprezza. Una battaglia obiettivamente difficile da vincere se il “nemico” è Silvio Berlusconi.

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