Caso Maugeri, Formigoni e Daccò a processo

L'ex governatore dovrà rispondere dei finanziamenti per quasi 200 milioni alla Fondazione pavese, in 10 a processo

Il giudice dell'udienza preliminare Paolo Guidi ha rinviato a giudizio l'ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e altri nove imputati dell'inchiesta sui presunti fondi neri della clinica Maugeri, dopo ben cinque ore di camera di consiglio.

A processo andranno dunque 10 persone, tra cui Pierangelo Daccò (già condannato a 10 anni per la vicenda del crack dell'ospedale San Raffaele di Milano), l'ex direttore generale della Sanità lombarda Carlo Lucchina, l'assessore regionale Antonio Simone e l'ex direttore amministrativo della fondazione, Carlo Passerino, oltre ad altri cinque imputati.

Tutti dovranno rispondere, a diverso titolo di associazione a delinquere e corruzione. Unico prosciolto è stato l'avvocato Mario Cannata (ex consulente Maugeri).

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Roberto Formigoni sarà questa sera ospite a La7 da Corrado Formigli (la diretta di Piazzapulita su Polisblog). Il 6 maggio prossimo, davanti ai giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano, comincerà il processo a carico dei 10 imputati; secondo l'accusa, la fondazione Maugeri avrebbe ottenuto, negli anni del governatore Formigoni, rimborsi indebiti per prestazioni sanitarie: un tesoro dal valore di circa 200 milioni di euro ottenuto attraverso una quindicina di delibere della Giunta regionale.

61 milioni di euro sarebbero stati poi distratti dalle casse della Fondazione tramite Daccò ("il faccendiere") e lo stesso Simone. Roberto Formigoni invece avrebbe beneficiato non tanto di denari quanto di "disponibilità", veri e propri benefit di lusso quantificati in 8 milioni di euro: viaggi, vacanze ai Caraibi, l'utilizzo di alcuni yacht, un maxi sconto sull'acquisto di una villa in Sardegna, finanziamenti per cene e soggiorni al meeting di Comunione e Liberazione di Rimini e 270 mila euro in contanti.

L'occhio di riguardo per la Fondazione con sede a Pavia faceva parte di una "protezione globale" che il governatore garantiva alla Maugeri in cambio dei benefit.

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