Il patto segreto tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi

E perché il Cavaliere vuole renderlo pubblico.

La legge elettorale Italicum che oggi approda alla Camera porta con sé le prime scintille nella maggioranza che sostiene il governo Renzi. E anche nella "seconda maggioranza" che sostiene il governo Renzi: quella con Forza Italia. Tra ciò che Silvio Berlusconi ha in mente sulla legge elettorale e quello che invece sperano di ottenere Ncd e minoranza Pd non c'è nessuna convergenza, ed è in questa sorta di tenaglia che il premier rischia di restare incastrato.

Da una parte chi spera di rimandare il più possibile l'approvazione definitiva dell'Italicum - collegandola a un'abolizione del Senato che finché non si vede è difficile crederci - dall'altra chi vorrebbe avere subito a disposizione la nuova legge elettorale in modo che non ci sia più quel freno che impedisce di andare a nuove elezioni. E in mezzo, come detto, Renzi: che non vuole subito mettere a rischio il suo governo, ma vuole anche iniziare col piede giusto portando a compimento le riforme promesse.

Ma in questo momento il rischio è soprattutto uno. E cioè che il cedimento che Renzi sembrerebbe star decidendo in favore di Angelino Alfano (anche per fargli mandare giù le dimissioni del sottosegretario Gentile) faccia saltare il buon rapporto con Silvio Berlusconi. E di conseguenza anche il patto con il leader di Forza Italia. Attenzione, non il patto sulle riforme all'interno del quale c'è anche la legge elettorale. Ma il "patto segreto tra Renzi e Berlusconi".

E qual è questo patto segreto? Cosa si nasconderà mai dietro gli accordi tra il Cavaliere e il rottamatore? La memoria torna inevitabilmente a quei famosi cinque minuti che Renzi e Berlusconi hanno trascorso da soli durante le consultazioni per andare a formare il governo. È lì che questo patto potrebbe aver preso forma. Ora, però, il Cavaliere minaccia di renderlo pubblico, come scrive il Corriere:

Ma il gioco è (quasi) finito e il Cavaliere contesta l’«inadempienza » di un protocollo che Renzi aveva firmato e dove erano stati fissati accordi e scadenza per porli in atto. È tutto nero su bianco, e l’ex premier minaccia di renderlo pubblico. Perciò ieri pomeriggio ha inviato da Renzi, insieme a Verdini, anche Gianni Letta. Segno che non si fidava più della mediazione gestita sulla corsia preferenziale fiorentina.

D'accordo. Ma in cosa consiste il patto? Difficile a dirsi, anche se una delle probabilità che si prendono in considerazione è che il tutto consista nella promessa di un appoggio al governo Renzi da parte di Forza Italia, qualora l'Ncd di Alfano si sfili. In modo da poter portare comunque a termine le riforme e poi andare alle elezioni.

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