Guida completa alle primarie del centrosinistra

L'ultima novità nelle primarie del Pd (o del centrosinistra) è l'albo degli elettori del centrosinistra, che verrà probabilmente ufficializzato durante l'assemblea nazionale del Partito Democratico del 6 ottobre. Di che si tratta? La cosa è ancora un po' fumosa (come spesso capita da quelle parti), ma a fare chiarezza ci ha provato Nico Stumpo, responsabile dell’organizzazione del Pd:

Alle primarie potranno votare tutti i cittadini che sottoscriveranno di voler essere iscritti all’albo degli elettori del centrosinistra che verrà utilizzato come strumento migliore per la campagna elettorale. Chi non vorrà iscriversi vuol dire che non vorrà votare per la scelta della premiership. Non si vota e non si partecipa se non si ha o non si vuole avere la consapevolezza di essere un attore attivo del centrosinistra italiano



A quanto pare bisogna firmare quest'albo nel momento in cui ci si recherà alle urne per votare il proprio candidato premier per il centrosinistra. Già, ma quando si vota? Questa è ancora la grossa incognita, per il momento si sa solo che Bersani ha confermato che le elezioni si terranno "entro la fine dell'anno". Anche le modalità di voto non sono ancora molto chiare, si voterà nelle sezioni o nei gazebo? Visto che le primarie sono aperte anche a candidati di altri partiti, è difficile che questi accetteranno che il voto si tenga nelle sezioni Pd, un po' per 'cortesia istituzionale', un po' per paura che la cosa possa penalizzarli e mettere troppa enfasi sull'aspetto 'democratico' di queste primarie. Di sicuro ci sarà l'obolo da versare, con il doppio scopo di finanziare la campagna elettorale e di scoraggiare intrusi del campo avverso.

Fino a oggi, i candidati alle primarie sono sette. Vediamoli:
Pierluigi Bersani: il segretario del Pd è il front-runner, il candidato più istituzionale e governativo della pattuglia. In queste elezioni, rappresenta l'anima progressista e social-democratica.

Matteo Renzi: il 'rottamatore' ha ormai chiarito qual è la sua posizione: una sinistra molto di centro, molto moderata e molto riformista. Cattolico, provenienza Dc, si è schierato a favore dell'abolizione dell'articolo 18 ed è su posizioni economiche chiaramente liberiste. Il suo cavallo di battaglia ormai lo conoscono tutti: essere un under 40.

Laura Puppato: Imprenditrice di 55 anni, è vista come il candidato della segretaria in funzione anti-Renzi. Consigliere regionale del Veneto, ambientalista, ha raccolto anche le simpatie di Grillo e ed è l'unica donna candidata. Impossibile che vinca, ma la sua candidatura potrebbe raccogliere molte simpatie da chi guarda alla società civile.

Stefano Boeri: L'ex sfidante di Pisapia alle primarie per il candidato sindaco di Milano ci riprova. Architetto, assessore della giunta comunale milanese, non ha chance di vittoria. Le ragioni per cui si è candidato sono in questo suo post su Facebook.

Nichi Vendola: E' il terzo candidato accreditato per una possibile vittoria finale, assieme a Renzi e Bersani. Leader di Sel, è ovviamente il più a sinistra della rosa di candidati. Esponente di quella sinistra radicale che non vuole essere confinata per sempre nelle fila dell'opposizione.

Bruno Tabacci: Anche lui assessore della giunta Pisapia, ex governatore democristiano della regione Lombardia, politico di grande competenza e serietà incomprensibilmente transitato dall'Udc nelle fila dell'Api di Rutelli. La sua candidatura ha probabilmente il solo scopo di aiutare il riavvicinamento in corso tra il Pd e Rutelli.

Filippo Civati: Ex socio di Renzi e dei suoi 'rottamatori', 38 anni, è esponente dei giovani del Pd in attesa di emergere. Più fedele al partito di quanto lo possa essere il sindaco di Firenze, la sua candidatura è probabilmente il suo primo tentativo di fare il salto nella politica che conta.

Molti altri vengono dati come pronti a scendere, anche se non è chiaro a che scopo, vista che questa sarà chiaramente una corsa a tre. E dei vari Valdo Spini e Giuseppe Fioroni nessuno sente la mancanza. L'unico nome di peso che potrebbe annunciare la sua partecipazione è quello di Rosy Bindi. Ma proprio per limitare la rosa di candidati sarebbero allo studio nuove regole, con l'obiettivo di far gareggiare solo i tre big. L'idea sarebbe di obbligare chi si vuole proporre come candidato a raccogliere 20 mila firme sparse in tutte le regioni italiane.

Nei sondaggi, per il momento resta in testa Bersani. Ma il margine sui due principali competitor si assottiglia: Bersani scende al 39%, cresce Renzi che raggiunge il 30%, stabile Vendola al 25%. La quarta candidatura presa in considerazione, quella di Tabacci, è avvalorata di un 6%.

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