Commissione UE all’Italia: “squilibri eccessivi, il Governo agisca su crescita e lavoro”

Incoraggiamo il nuovo governo a compiere tali azioni per rafforzare la crescita e creare posti di lavoro

BELGIUM-EU-POLITICS


E’ stato pubblicato oggi il rapporto Ue sugli squilibri macroeconomici, frutto di un’analisi effettuata su 17 Paesi, Italia compresa, e la situazione del nostro Paese non è delle più rosee. Per la Commissione Europea, l’Italia ha “squilibri macroeconomici eccessivi” che richiedono uno speciale monitoraggio da parte dell’UE. Tra questi, non è certo una novità, ci sono il debito alto, la scarsa competitività e un aggiustamento strutturale insufficiente.

Il nostro Paese, lo scrive la Commissione UE,

deve affrontare il livello molto alto del debito e la debole competitività esterna, entrambi radicati nella protratta lenta crescita della produttività e richiedono politiche urgenti.

E, sempre secondo la Commissione,

la necessità di azione decisiva per ridurre il rischio di effetti avversi sul funzionamento dell’economia italiana e della zona euro è particolarmente importante data la dimensione dell’economia italiana.

L’Europa ha riconosciuto i progressi datti dal nostro Paese per raggiungere l’obiettivo di medio termine, ma c’è ancora molto strada da fare e le previsioni di questo 2014 non lasciando ben sperare. Proprio per questo motivo Olli Rehn, Commissario europeo per gli Affari Economici e Monetari, nel corso della conferenza stampa che ha seguito la presentazione del rapporto ha spronato il governo Italiano a fare di più:

Fronteggiare le sfide dell'economia italiana richiede azioni politiche decise e un forte impegno, incoraggiamo il nuovo governo a compiere tali azioni per rafforzare la crescita e creare posti di lavoro.

L’impegno dell’Italia in questo senso sarà monitorato dalla Commissione, che entro la fine di aprile si aspetta di ricevere dall'Italia - e dagli altri Paesi nella nostra situazione, inclusi Croazia e Slovenia - un programma nazionale di riforma, stabilità e convergenza che sarà valutato a inizio giugno, quando la Commissione "presenterà una serie di raccomandazioni aggiornate specifiche per paese nella fase conclusiva del semestre europeo" e deciderà inoltre se sono necessarie ulteriori azioni.

Via | European Commission

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