I bambini di Siracusa cantano per Renzi: il video e le polemiche

Il video dei bambini che cantano per Renzi: caduta di stile o culto della personalità in stile mussoliniano?

Il video dei bambini della scuola elementare Raiti che cantano in onore di Matteo Renzi è qualcosa di inquietante? Ricorda i canti dei balilla per Mussolini, come ha subito scritto Beppe Grillo ("La scena del Venditore di Pentole che incontra i bambini delle elementari Raiti di Siracusa che lo ricevono allineati e addestrati con un coretto di benvenuto per concludere con "Matteo! Matteo! Matteo!" ricorda, in peggio e in grottesco, gli incontri di Mussolini con i figli della Lupa: "Facciamo un salto/ Battiam le mani/ Ti salutiamo tutti insieme Presidente Renzi/ Muoviam la testa/ Facciamo festa/ A braccia aperte ti diciamo '"benvenuto al Raiti'")?

In effetti qualcosa di inquietante c'è, inutile negarlo. Per un paese che ha un passato ancora non abbastanza lontano di dittatura fascista e che ha attraversato un secondo ventennio di culto della personalità che ancora non si è completamente concluso, ogni segnale di un terzo ritorno dell'uguale (in salsa sempre più democratica, va detto) è abbastanza angoscioso. E d'altra parte, la cultura politica europea è estremamente diversa da quella statunitense, in cui il "commander in chief" ha insito nella sua carica un certo culto della personalità. Lì non si scandalizzerebbero per i bambini che cantano una versione di Clap & Jump in onore della visita del presidente. Lì, d'altra parte, non hanno mai conosciuto la dittatura.

Questo paragone torna utile solo perché Matteo Renzi, notoriamente, si rifa tantissimo alla politica e alla comunicazione made in Usa. Alcuni toni - per esempio quelli usati da Beppe Grillo - sono però un po' eccessivi, visto che il tutto non è stato organizzato né voluto da Matteo Renzi, e che non si sono cantate odi in suo onore, ma si trattava di una canzone dedicata alla scuola e al divertimento e l'inevitabile inno d'Italia (la caduta di stile riguarda soprattutto il "Matteo, Matteo" iniziale e il saluto inserito nel testo). In più, non c'era solo Renzi, ma il sindaco e un cardinale. E, però, visto che non fa mai male tenere alta la guardia, ecco qualche riga di quanto scritto da Francesco Merlo su Repubblica:

Ma ieri a Siracusa ho visto di peggio. Un retroscena rivela infatti che nell’esibizione di quella scuola di borgata, vicina alla chiesa di Lucia, santa e sempre più cieca, non c’è stato solo l’accanimento politico — e ridicolo — del sindaco Giancarlo Garozzo. Ecco il colpo di scena: la preside Cucinotta, che è la vera regista responsabile dello spettacolino, e la sua vice Katya De Marco sono accanite militanti di Forza Italia. E dunque io, che da quelle parti sono nato, ci ho visto soprattutto la tristezza infinita di un Meridione che è ancora e sempre lo scenario naturale dello zio d’America, e mi sono ricordato che Silvio Berlusconi a Lampedusa fu accolto come un messia, come un conquistador. Perché sempre così è salutato l’uomo potente che viene da fuori, l’uomo del cargo che può essere un capopartito, un cantante, un calciatore, un presidente del consiglio o non importa chi, purché venga appunto da fuori.

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