Total Italia fa gli auguri al nuovo capo gabinetto del MIBAC ma sbaglia persona

Brutta gaffe per Total Italia, che si complimenta con il nuovo capo di gabinetto del ministro Franceschini ma invia il telegramma ad un geometra dell'Ufficio Difesa del Suolo della Regione Basilicata: le vie del petrolio sono infinite

Il 28 febbraio scorso Giampaolo D'Andrea è stato nominato capo di gabinetto del MIBAC dal Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini: lucano, classe 1949, ex Dc folgorato sulla via delle Botteghe Oscure con la nomina a sottosegretario ai beni e attività culturali nel primo governo D'Alema, ha contribuito alla fondazione del Partito Democratico con Veltroni ed è stato sottosegretario ai rapporti con il Parlamento nel primo governo Monti (sei parlamentari Pdl minacciarono di non sostenere più quel governo nel caso fosse confermata questa scelta, il giorno dopo D'Andrea giurò).

Con la sua nomina, evidentemente politica (non che ci sia nulla di male, ma val la pena evidenziarlo), a capo di gabinetto di Franceschini il suo telefono ha cominciato a squillare: telefonate, messaggi, email, tutti solerti e sinceri nel complimentarsi con il nuovo capo gabinetto del MIBAC, dai colleghi ai sostenitori, dai parenti agli amici più o meno vicini.

Con un telegramma firmato dall'Amministratore Delegato in persona, Natahlie Limet, anche la multinazionale petrolifera francese Total E&P Italia, che in Basilicata trivella il territorio da anni, si è affrettata a complimentarsi con D'Andrea per la nomina.

d'andrea_total

La multinazionale però commette un errore grossolano, cadendo in un evidente caso di omonimia ed inviando il telegramma di auguri a Vincenzo D'Andrea, un geometra dell'Ufficio Difesa del Suolo della Regione Basilicata nella sede operativa di Potenza.

Abbiamo contattato al telefono Vincenzo D'Andrea alla Regione Basilicata:

"E' un semplice caso di omonimia: in qualche modo gli farò avere (a Giuseppe D'Andrea, ndr) il telegramma perchè siamo lontani parenti. [...] Io stesso lasciai ai dirigenti della Total l'indirizzo, quando vennero qui in Regione per dei chiarimenti su alcuni carteggi ed alcune pratiche che gestisce il nostro ufficio."

Caso risolto? Forse, se non fosse che Total E&P Italia ha, in Basilicata, ha la sua El Dorado: in lucania infatti la multinazionale del petrolio francese fa i suoi affari più importanti; circa il 65% del territorio dell'intera Regione Basilicata è interessato da permessi di ricerca e concessioni petrolifere, avendo nel sottosuolo il più grande giacimento petrolifero dell'Europa continentale.

Il territorio lucano, la cui bellezza è stato possibile ammirarla nelle immagini del film "Basilicata Coast to Coast" (guarda un po', finanziato da Total) è anche ad altissimo rischio ambientale, in buona parte proprio a causa delle estrazioni petrolifere. Il libro "Le Mani Nel Petrolio" scritto da Maurizio Bolognetti e recensito da Ecoblog delinea uno spaccato oscuro in una delle regioni più belle d'Italia. Una regione in cui le multinazionali come la Total la fanno da padrone, di fatto impossessandosi del territorio (oltre la metà è ipotecato dall'oro nero), avvelenandolo (come a Corleto Perticara o nel caso delle acque del Pertusillo).

Il fatto che la stessa Total si affretti a complimentarsi con una nomina politica di un capo di gabinetto di un ministero, il MIBAC, che ha sempre voce in capitolo quando arrivano le richieste di ispezione petrolifera o le autorizzazioni alle estrazioni, fa storcere il naso a chi le vicende ambientali lucane le conosce bene, mentre fa quasi sorridere il caso di omonimia: chissà che faccia avrà fatto il funzionario D'Andrea una volta ricevuto il telegramma.

Lasciamo invece al lettore il come interpretare la casualità che ai dirigenti Total sia venuto in mente il geom. D'Andrea dell'Ufficio Difesa del Suolo invece del dott. D'Andrea dell'Università degli Studi della Calabria.

Via | TiGiUro

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