Anche Matteo Renzi ha le sue 'spese pazze'

Ancora non si è spento l'eco delle 'spese pazze' della regione Lazio e della presidente Polverini, che un altro pezzo grosso della politica finisce sotto accusa per delle ricevute poco chiare. O meglio, le ricevute sono chiarissime, il problema è che i soldi utilizzati sono quelli dei contribuenti. Parliamo di Matteo Renzi, ex presidente della Provincia di Firenze, attuale sindaco di Firenze e candidato alle primarie del Pd.

Il periodo incriminato è proprio quello in cui Renzi rivestiva la carica di presidente della Provincia. E all'epoca sì che era davvero giovane, visto che quando ha vinto le elezioni aveva 29 anni. Ma già allora aveva gusti raffinati, da uomo fatto e finito. Da politico doc. Scrive Il Fatto Quotidiano:

Tra i 20 milioni di euro al vaglio della Corte dei Conti ci sono anche centinaia di migliaia di euro ricostruiti con numerosi scontrini e ricevute. Non molti. In tutto 250 circa. In prevalenza di ristoranti. Gli elenchi depositati agli atti mostrano una intensa attività di rappresentanza da parte di Renzi. Per lo più svolta alla trattoria Garibaldi, al Nannini bar, alla taverna Bronzino e al ristorante da Lino. Locali prediletti dal candidato alle primarie del Pd che, in particolare nel 2007 e nel 2008, riesce a spendere qualcosa come 50mila euro per il cibo. Con conti singoli che spesso superano i mille euro. Il 31 ottobre 2007 la provincia paga 1300 euro alla pasticceria Ciapetti di Firenze. Il 5 luglio alla Taverna Bronzino viene saldato un conto di 1.855 euro.

Il tutto ovviamente saldato attraverso le spese di rappresentanza. Usando quindi i soldi dei contribuenti. Pasticcini di rappresentanza? Le spiegazioni possono essere molte, e anche corrette. Ma per quale ragione il fatto di organizzare (sempre sperando che sia vero) cene di rappresentanza per la Provincia deve diventare occasione di darsi agli sprechi più schifosi? Sentita questa:

Per tutto il suo mandato alla guida della Provincia frequenta assiduamente i tavoli della taverna. Con conti che oscillano tra i 200 ai 1.800 euro. Renzi ogni tanto cambia ristorante. Alla trattoria I due G in via Cennini il 29 aprile 2008 ordina una bottiglia di Brunello di Montalcino da 50 euro per annaffiare una fiorentina da un chilo e otto etti. Alla Buca dell’Orafo in via dei Girolami il 13 giugno 2008 si attovaglia con due commensali e opta per un vino da 60 euro a bottiglia. E ancora: al ristorante Lino, dove è di casa (anche qui), riesce a spendere per un pranzo 1.050 euro. 1.213 li lascia al ristorante Cibreo.

50 euro di Brunello di Montalcino per innaffiare la fiorentina? Ma perché mai? E poi perché frequentare sempre e comunque i ristoranti più costosi della città? Per un giovanissimo politico che vuole 'rottamare' tutto e tutti, sembra avere delle abitudini da politico consolidato... L'allegria nell'utilizzo dei soldi non si limita però ai ristoranti. I viaggi (ovviamente di rappresentanza) sono sempre delle ottime occasioni per godersi la vita.

Nell’ottobre 2007 però, durante un viaggio (ovviamente di rappresentanza) negli Stati Uniti, la carta viene bloccata “a garanzia di un pagamento da parte di un hotel a Boston”, si legge nella delibera del 12 novembre 2007. Renzi, trovandosi senza carta di credito della Provincia è costretto a usare la sua per pagare 4 mila dollari (pari a 2.823 euro) all’hotel Fairmont di San Josè, in California. Come torna in Italia si fa restituire la cifra con una delibera, ma senza fornire giustificativi. Tolta la dicitura “spese regolarmente eseguite in base alle disposizioni contenute nel disciplinare delle attività di rappresentanza istituzionale”. Nei soli Stati Uniti la Provincia, con Renzi, ha speso tra biglietti aerei, alberghi, ristoranti 70mila euro.

Al momento il sindaco di Firenze non ha ancora fornito spiegazioni o precisazioni. E siamo sicuri che non ci sia niente di illegale. Ma forse chi dice di voler cambiare il mondo della politica italiana dovrebbe avere il buon gusto di evitare.

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