Elezioni Europee 2014 | Congresso del PPE a Dublino: Tanti i nodi da sciogliere


In vista delle prossime elezioni europee 2014, il Partito Popolare Europeo celebra il suo congresso a Dublino. Molti i temi sul tavolo: la crisi economica, la questione ucraina e la nomina del candidato alla presidenza della Commissione per le consultazioni di maggio.

Ad aprire i lavori è stato il presidente dello schieramento centrista, Joseph Daul, che ha richiamato la plenaria ad un minuto di silenzio per le vittime dell'Ucraina. Daul, nel suo discorso introduttivo, ha evidenziato l'importanza delle prossime elezioni, nelle quali i cittadini decideranno per la prima volta il presidente del principale organo esecutivo dell'Unione. Inoltre, ha auspicato una riconferma del Ppe come primo partito al parlamento di Strasburgo.

Secondo il presidente del Ppe, "la soluzione alla crisi attuale non è né un'Europa socialista né un'Europa populista". L'auspicio rischia, però, di non trovare una conferma alle urne. Se si prendono in considerazione gli ultimi sondaggi, i Popolari registrano una forte flessione nei consensi.

In molti, specialmente esponenti dei partiti centristi del sud, chiedono un'autocritica e un allentamento delle politiche d'austerity. In questo modo, ritengono di poter far fronte ad una piccola debacle elettorale. Più facile a dirsi che a farsi, visto che il peso politico di Angela Merkel nel partito rimane molto forte.
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Tra gli italiani presenti al Congresso ci sono Antonio Tajani (vicepresidente della Commissione europea), Angelino Alfano (Ncd) e Pier Ferdinando Casini (Udc). Come è noto, invece, Silvio Berlusconi non è presente perché il tribunale di Milano gli ha negato il permesso di espatrio.

Da segnalare anche la presenza dell'ex premier ucraina, Yulia Tymoshenko.

Il Congresso entrerà nel vivo questa sera, dopo la conclusione del Consiglio Europeo straordinario. La nomina del candidato alla presidenza alla Commissione è molto attesa. Al di là delle candidature formalmente in pista, la sfida vera è tra Michel Barnier e Jean-Claude Juncker. Come vi avevamo preannunciato, i due profili esprimono visioni e gruppi di interesse differenti. Merkel, in un primo momento, sembrava più vicina al francese Barnier, ma gli ultimi rumors la vorrebbero dalla parte del lussemburghese Juncker. L'appoggio della Cancelliera sarà molto importante perché i voti della Cdu tedesca potrebbero rivelarsi determinanti.

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