Datagate, Snowden: “Nsa punta a indebolire la privacy in Europa”

Nuove rivelazioni di Edward Snowden sui rapporti fra Nsa e Ue. Secondo Martin Dempsey, capo dello Stato Maggiore, ci vorranno almeno due anni di tempo per rimediare alla fuga di notizie della Nsa

Edward Snowden ha risposto con una lunga lettera alle domande postegli dal Parlamento europeo che qualche settimana fa gli aveva negato l’asilo e ha vuotato il sacco su di un aspetto inedito del caso Datagate, rivelando come l’Nsa istruisca gli Stati dell’Unione Europea su come indebolire le difese della privacy.

Snowden non ne parla a caso, ma a pochi giorni da mercoledì 12 marzo, giorno nel quale verrà votato il nuovo regolamento sulla tutela delle persone, con particolare riguardo al trattamento dei dati personali e alla direttiva collegata. Al vaglio del Parlamento europeo arriverà anche un rapporto sulle attività illegali di sorveglianza della Nsa ai danni dei cittadini Ue.

Secondo quanto rivelato da Snowden, la strategia di Nsa e della britannica Gchq è quella di “individuare buchi negli impianti legislativi e nelle garanzie costituzionali dei Paesi europei in modo da poterli sfruttare per giustificare operazioni di sorveglianza generalizzate e indiscriminate”.

I Paesi riceverebbero istruzioni, direttamente dall’Nsa e sotto la guida della Difesa Usa, su come indebolire le protezioni delle comunicazioni e della privacy, il tutto senza che il pubblico ne sappia nulla.

L’agenzia statunitense fornisce consulenze e tecnologie ai partner europei e ha un unico obiettivo: penetrare nelle reti e utilizzare i cavi per controllare le informazioni. Come? La spiegazione di Snowden è tanto semplice, quanto efficace:

Il risultato è un vero bazar europeo nel quale uno Stato membro dell’Ue come la Danimarca può autorizzare l’Nsa ad accedere alle proprie Reti a patto che non raccolgano informazioni su cittadini danesi, e così la Germania, garantita dall’assicurata privacy per i cittadini tedeschi. Ma i due punti d’accesso possono essere relativi allo stesso cavo, così la Nsa raccoglie comunicazioni sui tedeschi quando transitano dalla Danimarca e sui danesi quando passano dalla Germania. Rispettando formalmente i patti con entrambi i Paesi.

Le rivelazioni di Snowden sono un ulteriore incentivo – se ancora ce ne fosse bisogno – alla revisione degli accordi sullo scambio di informazioni fra Usa e Ue e sul giro di vite alle norme comunitarie sulla privacy dei cittadini europei. E alla domanda se sia stato avvicinato dai servizi segreti russi, Snowden cede alla tentazione di una battuta ad effetto:

Ovviamente. Anche quelli di Andorra mi avrebbero contattato se avessero potuto: è il loro lavoro.

Datagate, gli Usa fanno i conti: danni per miliardi di dollari

Gli Stati Uniti d’America impiegheranno due anni e dovranno spendere alcuni miliardi di dollari per “riparare” i danni causati dal Datagate e dalle rivelazioni della “talpa” Nsa, Edward Snowden. Questo, almeno, è quanto ha dichiarato il capo dello Stato maggiore congiunto delle forze armate Usa al Pentagono, Martin Dempsey.

Una gran parte dei documenti sottratti da Snowden alla National Security Agency riguardano operazioni militari che, essendo state rese pubbliche partendo dai documenti di intelligence resi noti dalla “talpa”, sono state vanificate.

Durante un’audizione tenutasi a una Commissione della Camera Usa, Dempsey ha sottolineato come sia stata istituita una task force per indagare sulle modalità con le quali Snowden ha acquisito, elaborato e diffuso i dati. Questo gruppo di lavoro, naturalmente, dovrà occuparsi di trovare i modi per porre rimedio a quella che è stata la più grave fuga di notizie nella storia dell’intelligence degli Stati Uniti.

Nella fuga di informazioni sulle operazioni militari a stelle e strisce sono trapelate tattiche, tecniche e procedure delle varie operazioni militari: un danno che farà perdere agli Stati Uniti due anni, costringendo l’amministrazione Obama a ripianificare le proprie strategie globali. E a mettere mano al “portafoglio”: il costo non è quantificabile ma si sta discutendo nell’ordine di miliardi di dollari.

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Foto © Getty Images

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