Elezioni Europee 2014 | Jean-Claude Juncker probabile presidente di Commissione

26 maggio, ore 1:20: Il PPE è accreditato, nonostante i risultati non siano ancora definitivi, di 212 seggi al Parlamento Europeo, un numero sufficiente per essere il partito di maggioranza relativa. Ecco le prime dichiarazioni del suo candidato Juncker:

Voglio essere il presidente della prossima Commissione perché il Ppe ha vinto. Non andrò in ginocchio dai socialisti perché siamo il partito numero uno. Ma anche noi dobbiamo fare compromessi. Vorrei allargare la maggioranza a Verdi e Liberali, ma non andrò mai con l'estrema destra.

Insomma per il momento l'orientamento è quello di compattarsi al centro, con un'apertura per i Verdi. Ma è presto per considerare la posizione di Juncker già definitiva.

La campagna elettorale

Elezioni Europee 2014. Il Congresso del Pppe ha scelto oggi il suo candidato alla presidenza della Commissione: Jean-Claude Juncker. Il lussemburghese, ex presidente dell'Eurogruppo, si è imposto sul francese Michel Barnier, attuale Commissario Ue del Mercato interno e dei servizi.

Juncker ha raccolto 382 preferenze contro le 245 del suo collega di partito (su un totale di 812). Per la sua elezioni sono stati determinanti i voti della Cdu tedesca di Angela Merkel, della Nea Demokratia greca di Antonis Samaras e del Partido Pupular spagnolo di Mariano Rajoy.

Ma chi è il candidato alla presidenza della Commissione per il Ppe? E che visione ha dell'Europa?

Biografia


Jean-Claude Juncker, classe 1954. Consegue una laurea in legge presso l'Università di Strasburgo. Nel 1974 entra nel Partito popolare. Nel 1984 diventa ministro del lavoro del governo presieduto da Jacques Santer. Nella legislatura successiva, ricopre anche la carica di ministro delle finanze. Dal 1989 al 1995 è governatore della Banca Mondiale. Dal 1995 fino al luglio del 2013 è primo ministro del Lussemburgo.

Nel 2005 diventa presidente dell'Eurogruppo: istituzione che riunisce i ministri dell'economia e delle finanze degli Stati membri dell'Eurozona. Il suo mandato inizia in salita, ovvero con la mancata ratifica della Costituzione europea da parte di Paesi Bassi e Francia. Entra in polemica, inoltre, con l' anti eurocentrismo di Tony Blair e con la sua impostazione "rapace" sul budget europeo.
IRELAND-EU-POLITICS-EPP-VOTE

In Europa


Juncker ha assunto un particolare peso politico durante la crisi dell'eurozona, nel periodo 2010-2012. In quella fase molto delicata è protagonista dell'accoro di salvataggio della Grecia, appoggiando così inizialmente le politiche di austerity e l'intervento della Troika. Successivamente modera le sue posizioni ed entra in polemica con l'asse franco-tedesco. A tale riguardo, ricordiamo che il lussemburghese ha fatto esternazioni durissime sull'operato del governo di Berlino: "Tratta l'Europa come una sua filiale". Dopo le polemiche, lascia la presidenza dell'Eurogruppo il 30 aprile 2012.

La nomina di Juncker, come candidato alla presidenza, appare una mediazione tra gli interessi tedeschi e quelli dell'Europa del sud. Ora, il navigato politico lussemburghese, amico di tutti i poteri forti (dalla Banca Mondiale al Fondo Monetario), dovrà essere convincente su come intende coniugare le politiche di bilancio con quelle di sviluppo. Troviamo difficile che possa permettersi di promuovere scelte radicali a nome del partito. Riformare la Bce o rivedere il Fiscal Compact non sono obiettivi condivisi dal suo principale sponsor elettorale, Angela Merkel.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO