Elezioni Europee 2014: il ritorno dei “sopravviventi”

Da Ciriaco De Mita a Clemente Mastella, da Claudio Scajola a Massimo D’Alema, per molti politici finiti nel cono d’ombra le elezioni europee potrebbero essere l’ultima spiaggia

Former  justice minister, Clemente Maste

Essi vivono. O, meglio, essi (soprav)vivono. E di vedersi sfilare la poltrona (e i privilegi a essa connesse) non ci pensano proprio. Per molti politici italiani sconfitti dalle urne, dalla magistratura, dalle lotte intestine dei partiti o dai rottamatori di turno le elezioni europee del prossimo 25 maggio rappresentano l’ultima spiaggia, il biglietto per rimanere “nel giro”. Per questi soggetti, esclusi dalla vita politica attiva a livello nazionale, un posto a Strasburgo potrebbe essere il corrispettivo dell’esilio napoleonico dell’isola d’Elba (se temporaneo) o di Sant’Elena (se definitivo).

Delle velleità del Grande Rottamato Massimo D’Alema parla in un post specifico Mario Lucio Genghini, mentre nella lista dei pretendenti a uno scranno europeo c’è davvero di tutto di più.

Il nome che davvero non ti aspetteresti è quello di Ciriaco De Mita, un evergreen di 86 anni che non ha assolutamente intenzione di andare in pensione. Era già in parlamento nel 1963, è eurodeputato uscente, dopo essere passato dal Pd all’Udc, potrebbe ritornare al Pd oppure unirsi al grande listone centrista, sempre che questo venga candidato. D’altronde il marchio De Mita continua a essere una vera hit in Irpinia.

Fra i politici pronti alla riemersione c’è anche Clemente Mastella, l’uomo che Silvio Berlusconi ricompensò con una candidatura a Strasburgo appena un anno dopo la caduta del governo Prodi. Sempre in area centrodestrorsa il nome di Claudio Scajola che dal giro grosso è uscito nel 2010, quando fu costretto alle dimissioni dopo aver scoperto che qualcuno gli aveva acquistato parte della casa a sua insaputa. Ora che il tribunale di Roma lo ha assolto per quella faccenda Scajola sembra pronto alla sfida europea (da vincere con i voti del suo feudo, la Liguria).

Dopo il crollo dell’Idv e l’esperienza fallimentare di Rivoluzione civile, Antonio Di Pietro, avrebbe voluto fare il capolista in tutta Italia ma è stato bloccato dai suoi. E a ritirato la candidatura. Magdi Cristiano Allam, dopo aver detto addio a Casini e avere abbracciato An-Fratelli d’Italia potrebbe tentare fortuna in Europa. Idem come sopra Giorgio Alemanno, l’ex sindaco della Capitale al quale sembra andare stretto il ruolo di consigliere comunale di opposizione.

Sembra essere destinato a rinunciare al seggio europeo il filosofo Gianni Vattimo, già nelle file dei radicali, eletto in Europa nel 1999 con i Ds, poi fra i comunisti Italiani nel 2004, quindi nell’Italia dei Valori di Di Pietro e qualche mese fa autore di un corteggiameto non corrisposto al Movimento Cinque Stelle. Beppe Grillo ha spento sul nascere ogni sue velleità: per chi ha già portato a termine due mandati non c’è spazio.

Via | Espresso

Foto © Getty Images

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