Soldi ai consiglieri regionali, dopo il Lazio si indaga sulla Campania

Il Caso Fiorito al momento è un unicum nel panorama politico nazionale. Le accuse per il consigliere regionale del PDL che con la sua gestione "allegra" dei fondi destinati al gruppo consiliare ha spinto la governatrice Renata Polverini sull'orlo delle dimissioni potrebbero essere replicate anche in Campania. Un'inchiesta condotta dalla Procura di Napoli e coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco con il Pm Giancarlo Novelli vuole fare chiarezza sulle modalità di distribuzione dei soldi pubblici anche ai consiglieri campani.

Le Fiamme Gialle hanno fatto visita agli ufficio del Consiglio regionale per acquisire la documentazione, l'inchiesta al momento è "conoscitiva", ma anche in questo caso appaiono già evidenti vizi nella distribuzione dei fondi che sarebbero finiti, tramite bonifico, direttamente nei conti correnti dei consiglieri.

Il sospetto, giustificato dalla recenti esperienze, è che un'occhiata approfondita alla rendicontazione (senza considerare gli sprechi) potrebbe rivelare abusi e appropriazioni di denaro pubblico. Il problema, così come nel Lazio, sta a monte: le risorse messe a disposizione dei gruppi presenti in Consiglio Regionale finiscono per diventare, in questa modalità, delle autentiche regalie per gli eletti che già godono di una lauta retribuzione. Non resta che attendere gli sviluppi dell'inchiesta napoletana, il governatore Caldoro si augura di non dover affrontare la stesse tempesta della collega Polverini.

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