Sallusti in galera? Tutti uniti per "salvare" il direttore del Giornale

Che l’Italia sia il Paese dei bubboni creati dalla politica e delle cose assurde non ci sono dubbi. E’ emblematica la vicenda che vede il direttore del Giornale Alessandro Sallusti rischiare la galera per non avere “controllato” un articolo – duro contro il Tribunale di Torno che aveva dato l’ok per fare abortire una 13enne poi finita in manicomio - a firma “Dreyfuss” pubblicato su Libero (al tempo diretto da Sallusti) ritenuto diffamatorio per un giudice di Torino.

La Corte d’Appello di Milano ha emesso la sentenza per mandare Sallusti dietro le sbarre e mercoledì prossimo la Cassazione potrebbe rendere esecutiva la sentenza: 14 mesi senza condizionale.

Un caso assurdo e unico nel mondo occidentale che ha comportato lo sdegno bipartisan del mondo politico e la richiesta di una modifica urgente delle leggi sulle diffamazioni. “In quale Paese al mondo – scrive l’Ordine dei giornalisti – si può essere condannati a 14 mesi di detenzione per omesso controllo in relazione ad articolo scritto da altri, con una sanzione che passa nei due gradi di giudizio da 5000 euro di multa al carcere?”.

Già, ma qui Sallusti è stato ritenuto “pericoloso”, cioè, se lasciato in libertà, capace di commettere altri reati. Ora il direttore del Giornale, per certe sue “sbandate” pro Cav e dintorni, dovrebbe essere … “processato” e condannato da un “tribunale del popolo” a scrivere in ginocchio –coi ceci sotto - dietro una lavagna: “sono un somaro” e a ripetere due Ave Maria e un Gloria pater prima di baciare il santino di Berlusconi.

Ma, vivaddio, il troppo stroppia. E qui chi stroppia, per eccesso di zelo, sono i magistrati. Nell’Italia del 2012 si può finire in gattabuia per un reato di opinione, come nel ventennio fascista? Da qui l’irritazione e la protesta generale con richieste di intervento diretto del ministro della Giustizia Severino e persino del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Non ci resta che esprimere la nostra solidarietà al direttorissimo Sallusti salutandolo con l’aforisma di Voltaire: “Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono proto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”.

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