Altre 'spese pazze'. E la Polverini ripensa alla dimissioni

Si dimette o non si dimette? Renata Polverini ha incontrato Mario Monti, furioso, per fare il "punto della situazione". Ed è proprio il premier, si dice, che sta facendo pressione affinché la presidente del Lazio si decida a lasciare. Una Polverini stanca della situazione, che ha dovuto anche subire l'affondo di Alemanno, che dopo averla difesa per qualche giorno, ha sparato la bordata: "Credo che ci voglia un azzeramento totale all'interno del centrodestra". Non male, visto che di solito in questi momenti si tende a 'fare quadrato'.

Quindi, gli amici la abbandonano, le 'spese pazze' non smettono di saltare fuori, si deve recare pure in visita da Monti a chiedere scusa, normale che alla fine torni la voglia di mollare. Il primo a intuirlo è stato Enrico Mentana, che già ieri scriveva sul suo profilo Twitter:

Sembra che stavolta Polverini sia davvero intenzionata (o costretta) a dimettersi, tra stasera e domattina. Per questo, pare, ha visto Monti

Altra pressione la stanno mettendo i vertici dell'opposizione, Pd, Idv e Sel sono pronti a far dimettere in blocco l'intero consiglio regionale, ma per riuscirci hanno bisogno dell'Udc, che invece al momento non ne vuole sapere. Pierferdinando Casini rimane tra i pochissimi che, in qualche modo, difende ancora la Polverini. Dovesse continuare, metterebbe davvero in difficoltà quanti - nel centrosinistra - continuano a lavorare per un'alleanza con i centristi.

La vicenda quindi è ancora lontanissima dallo spegnersi. Anzi, saltano fuori nuove 'spese pazze'. 200mila euro spesi, in un anno, dai consiglieri della lista Polverini in cene, aperitivi e siti internet mezzi abbandonati. Scrive il Corriere:

Comunque la si voglia mettere, il totale fa 195.179,55 euro che gli eletti alla Regione Lazio nella Lista Renata Polverini hanno speso in cene, aperitivi, soggiorni. In un anno. Il gruppo che fa capo alla governatrice ha messo ieri online la sua lista spese 2011 con la sottintesa tempistica del «se proprio devo…», quando i buoi dello scandalo sono ormai irreperibili. Nelle voci del bilancio 2011 (totale: 1 milione, 735mila, 749 euro e 18 centesimi) ci sono i novemila euro di fax e telefonate e spedizioni, i 1.100 di cancelleria ma soprattutto i 110mila e rotti di riunioni, convegni conferenze e incontri e gli 886mila per la diffusione dell’attività del gruppo (le due voci a cui si riferisce la noticina).

Spese legittime, no? Fax, telefonate, cancelleria, riunioni e convegni. Il problema è che sembra tutto davvero gonfiato, e il dubbio diventa una certezza quando leggiamo che:

Meritano una citazione i 7.500 euro per la «Fornitura di materiale per convegno “Damose da fa..”», i 1.750 per l’affitto della sala in occasione dell’incontro «Cittadini italiani cittadini dell’Ecuador: culture a confronto» e i tremila, in quattro erogazioni, per le consulenze sul sito web, quel gruppopolverini.it che oltre alle foto dei consiglieri e qualche loro intervista offre una rassegna stampa ferma a ottobre e delle pagine bianche nelle categorie «interventi», «links», «appuntamenti».

3mila euro in quattro tranche. Ma il sito è moribondo e tristissimo. Un po' come il consiglio regionale del Lazio.

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