Consiglio dei ministri del 12 marzo 2014: le misure piacciono a Bruxelles. Renzi: "Se fallisco io buffone"

Consiglio dei ministri del 12 marzo: presentazione del piano per casa, lavoro (Jobs Act), fisco (riduzione delle tasse) e scuola.

19.41 - E' un Matteo Renzi a tutta birra quello che questa sera andrà in onda a Porta a Porta su Rai1, ospite del salotto di Bruno Vespa. Il primo ministro ha garantito la copertura economica sui provvedimenti varati ed annunciati ieri, in particolare sul taglio da 10 miliardi dell'Irpef in busta paga.

Renzi, stando alle anticipazioni della puntata che andrà in onda questa sera, ha ribadito la bontà delle misure varate dall'esecutivo, come anche l'impegno personale ed il rischio politico che ha deciso di assumersi:

"A chi guadagna meno di 1500 euro al mese come lavoratore dipendente o assimilato, quindi anche i co.co.pro., diamo 10 miliardi l'anno. Sono dieci milioni di italiani a cui vanno mille euro netti l'anno. [...] Prenderemo 500 milioni di euro dagli stipendi dei manager. Se sei un dirigente della pubblica amministrazione è giusto che guadagni più del presidente della Repubblica? No e ci sono molti dirigenti che guadagnano di più e la media tra dirigenti italiani e quelli inglesi e tedeschi è sproporzionata."

ha detto Renzi a Bruno Vespa. Il primo ministro ha garantito la copertura economica del provvedimento sul taglio dell'Irpef, ribadendo tuttavia anche l'esigenza di un taglio alle pensioni che superano i 3000 euro mensili, un'ipotesi che non piace a Susanna Camusso della Cgil, così come agli altri leader dei sindacati:

"Se il 27 maggio i soldi non arrivano vuol dire che Matteo Renzi è un buffone. [...] L'idea che chi guadagna 2900-3000 euro di pensione sia chiamato ad un contributo va escluso. Chi sostiene che i pensionati pagheranno la manovra sbaglia, per i pensionati non cambia niente."

Tornando poi sull'Europa, Renzi ha confermato il rispetto dei vincoli e degli accordi transnazionali ma offrendo toni decisamente differenti dal solito, per un Primo ministro italiano, in materia di sinergie, spiegando di non essere disposto a ricevere alcun "diktat" da Bruxelles.

17.51 - Tra le reazioni agli annunci di Matteo Renzi di ieri pomeriggio in conferenza stampa, oltre agli alti piani di Bruxelles, sono state le più disparate. Dagli attacchi di Beppe Grillo sul suo blog, che descrive Renzi come un novello Mussolini.

Dal mondo industriale la voce più autorevole è quella di Sergio Marchionne, l'ad di Fiat che si dice compiaciuto dei dettagli offerti ieri dal primo ministro e lo sprona ad andare avanti su questa strada. Dal canto suo lo stesso Renzi ha spiegato come non sia in discussione il rapporto con la Ue e, in particolare, come l'esecutivo non intenda in alcun modo superare il tetto del 3% nel rapporto deficit-Pil per il 2014.

"A nome del Governo italiano voglio dire che il Governo italiano rispetta tutti gli impegni che ha con l'Europa. [...] L'Italia vuole tenere i conti in ordine non perché ce lo chiede la Ue ma perché ce lo chiedono i nostri figli. [...] I sondaggi dimostrano che non è solo una crisi dell'Europa ma della rappresentanza, delle istituzioni politiche, dei partiti e dei Parlamenti. E' mancato da parte nostra far sentire ai cittadini di sentirsi parte di un destino comune: dobbiamo fare in modo che l'Europa sia l'Europa dei popoli e dei cittadini e non solo dei vincoli."

ha dichiarato il primo ministro italiano in occasione di un convegno sui valori dell'Europa che si è tenuto oggi alla Camera dei Deputati. Dall'interno del governo è quella di Alfano la voce che primeggia su tutte, rivendicando l'intero pacchetto di misure approvato ieri e mettendo il cappello di Nuovo CentroDestra anche sul taglio dell'Irpef dalle buste paga, previsto per maggio:

"Meno tasse finanziate con meno spese è la ricetta giusta, è la nostra ricetta, è la ricetta del Ncd:"

Aggiornamento 13 marzo, ore 13:24 - Sono di soddisfazione i commenti che questa mattina arrivano da Bruxelles, sulle misure fiscali e sulle riforme annunciate ieri in conferenza stampa post-Consiglio dei Ministri; nella conferenza stampa di metà giornata il portavoce del commissario europeo Olli Rehn ha infatti manifestato la prudente soddisfazione dell'Unione Europea sulle riforme annunciate ieri dal primo ministro italiano:

"Valuteremo le misure annunciate dall'Italia sulla base degli atti legislativi, le riforme annunciate sono benvenute, saremo in grado di valutarle in modo approfondito una volta che ne conosceremo i dettagli."

Misure che, ha detto lo stesso Rehn, sembrano essere appropriate sopratutto in materia di lavoro, urgente visto l'alto tasso di disoccupazione giovanile. La Commissione europea ha però anche ricordato gli impegni dell'Italia, un tasto dolente sul quale si batte spesso, che prevedono di raggiungere un bilancio strutturale in pareggio, cosa che preoccupa dato l'elevato debito pubblico italiano.

Finora l'Italia non ha fatto tangibili progressi rispetto alla raccomandazione della Commissione Ue di far scendere il deficit, rimasto al 3% nel 2013 contro il 2,6% raccomandato dall'Europa.

Le misure su cuneo fiscale e jobs act del governo Renzi

19.20 Per quanto riguarda il jobs act, si è parlato di 1,7 miliardi per garantire ai giovani dai 18 ai 29 anni di trovare lavoro entro 4 mesi dal titolo di studio o di poter proseguire nel cammino dell'istruzione. Ci sarà inoltre una semplificazione dell'apprendistato, con contratti a termine più facili, un nuovo codice del lavoro che porterà a un assegno universale di disoccupazione e revisione degli ammortizzatori sociali e a una maggiore tutela delle donne in maternità.

18.50 Meno 10% di Irap sulle aziende, finanziata con una rimodulazione della tassazione sulle rendite finanziare, dal 20 al 26%.

18.34 Dal primo di maggio arriva "una delle più grandi misure che possiamo immaginare". Mille euro all'anno per chi guadagna meno di 1.500 euro al mese e ha un contratto di lavoro dipendente o assimilato.

Cattura 3

18.29 Si passa al piano per le scuole: 3,5 miliardi per rendere le scuole più sicure e rilanciare l'edilizia. Renzi sottolinea la ricaduta economica positiva per i piccoli comuni.

18.26 Sblocco immediato dei pagamenti alla pubblica amministrazione via disegno di legge (il decreto seguirà). 68 miliardi da pagare entro luglio.

18.25 Si parla anche della vendita delle auto blu online, nel post linkato trovate qualche informazione in più.

18.21 Si passa alla riforma costituzionale del Senato: mai più fiducia e legge di bilancio al Senato, meno 315 stipendi di senatori, legislazione più spedita.

Cattura

18.19 Matteo Renzi: "I tre paletti di oggi sono economia, politica e occupazione". Si parla anche di legge elettorale, che Renzi considera una rivoluzione, un cambio strutturale, perché c'è un vincitore, sempre e comunque.

18.15 Iniziata la conferenza stampa.

18.13 Con oltre un'ora di ritardo, sta per cominciare la conferenza stampa che segue il consiglio dei ministri. Il cdm è infatti terminato.

17.26 È in ritardo l'inizio della conferenza stampa di Matteo Renzi che dovrà spiegare le misure fiscali e in materia di lavoro che ci si aspetta da questo consiglio dei ministri.

17.02 Dovrebbe iniziare tra pochi minuti la conferenza stampa che segue il consiglio dei ministri.

16.17 Le prime indiscrezioni che circolano sembrano essere preludio di un consiglio dei ministri deludente: nessuno sblocco totale dei pagamenti alla pubblica amministrazione e solo un'informativa per quanto riguarda il taglio delle tasse. Anche il jobs act potrebbe arrivare in due parti: una via decreto e l'altro via disegno di legge.

Il consiglio dei ministri di oggi 12 marzo avrà un compito importante, far dimenticare agli elettori la bagarre che si è vista nel corso dell'approvazione della legge elettorale Italicum e rilanciare immediatamente con il piano per il lavoro (l'ormai celebre jobs act), la riduzione del cuneo fiscale e il piano per la casa.

Riunione del consiglio dei ministri convocata nel pomeriggio, alle 17 Matteo Renzi e altri esponenti del suo governo parleranno in conferenza stampa per presentare i punti principali, come annunciato via Twitter:


Verso il consiglio dei ministri del 12 marzo

Matteo Renzi ha fretta, lo ha fatto capire fin da subito, da quando si è affacciato sulla scena politica nazionale. Ora è arrivato il momento di dimostrare che la sua fretta può dare buoni frutti e non figli ciechi. Per questo, in un unico Consiglio dei Ministri ha intenzione di presentare tutte le principali riforme che servono per dare una scossa al paese e innescare politiche di crescita.

Il giorno X, come ormai sentiamo ripetere da quasi una settimana, è mercoledì 12 marzo 2014, data in cui è convocato il prossimo Cdm, il sesto da quando Renzi e i suoi collaboratori hanno preso il posto dell'esecutivo Letta.

L'ordine del giorno non è ancora stato ufficialmente diramato dal governo, ma dalle parole del Premier e anche da quelle del ministro dell'Interno Angelino Alfano, è ormai chiaro che saranno esaminate tutte le questioni più urgenti e importanti e cioè:

- il piano casa
- il Jobs Act
- il piano scuola
- il Fisco

Conosceremo dunque finalmente le intenzioni di Renzi sulla riforma del lavoro che aveva già illustrato per sommi capi lo scorso 8 gennaio con un lungo intervento sul suo sito, quello che ormai lui stesso ha battezzato Jobs Act e che lo sta facendo tanto discutere (per ora solo a distanza) con Susanna Camusso della Cgil, anche se il Premier, nell'intervista rilasciata a Fabio Fazio durante la puntata di Che tempo che fa del 9 marzo (l'intero intervento nel video in alto), è sembrato piuttosto agguerrito sia per quanto riguarda lo scontro con i sindacati sia per le critiche di Confindustria ("Chiedo ai sindacati e a Confindustria che cosa hanno fatto negli ultimi 20 anni per cambiare l'Italia").

Altro nodo da sempre cruciale nel programma di Renzi è quello che riguarda la scuola, perché, come ha più volte ripetuto, l'Italia deve ripartire proprio dall'istruzione ed è questo il motivo per cui, come già faceva da Sindaco a Firenze, continua ad andare a visitare una scuola a settimana. A tal riguardo il Premier vuole sbloccare il patto di stabilità sulle scuole e cominciare a spendere due miliardi di euro che sarebbero già pronti per l'edilizia scolastica.

Inoltre, grande attenzione anche sul piano casa e sul Fisco che riguarda sia i singoli lavoratori sia le imprese, perché la fretta di Renzi è dovuta anche al voler arrivare al semestre di presidenza italiana dell'Ue con le riforme già in tasca. Mercoledì vedremo dunque che cosa significa "tagliare le tasse" per Renzi dopo il confronto con la maggioranza. A tal proposito Alfano ha annunciato che ci sarà "un segnale di riduzione fiscale che non ha precedenti".

Consiglio dei ministri Governo Renzi mercoledì 12 marzo 2014

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