Dimissioni Polverini: "Consiglio indegno, lascio a testa alta"

In una conferenza stampa surreale Renata Polverini ha comunicato la sua decisione di lasciare la carica di governatrice del Lazio. L'ormai ex numero 1 della Pisana accusa il consiglio regionale, parla di "faida interna al PDL" mentre "ringrazia" praticamente l'intero centrodestra a livello nazionale che l'è stata vicina in queste settimane, da Alfano a Casini, lo stesso che ha "staccato la spina" chiedendo di tornare alle urne.

La Polverini sostiene di avere maturato la decisione già alcuni giorni fa, perché non l'ha comunicato subito? "Per vedere fino a dove volevano arrivare".

Ieri l'ho comunicato al presidente Napolitano, poi al premier Monti e oggi ai leader della mia coalizione. Non ritengo questo Consiglio più degno di rappresentare una regione importante come il Lazio. Questi signori li mando a casa io, consiglieri indegni: Io ho intenzione di continuare a testa alta. Con questi malfattori non ho niente a che fare: lo devo alle persone leali come il presidente Cioccetti dell'Udc che mi è stata fedele fino all'ultimo. Questa storia nasce per una faida interna al Pdl. Un partito che non consegnò la lista che ci ha consegnato un dibattito interno coordinato da personaggi ameni che si aggirano in Europa. Voleva regolare una battaglia interna.

Non mancano gli attacchi alle opposizioni:

Il PD? Vadano a casa ma non si permettano di parlare di me e dei miei collaboratori. Le ostriche non le ha inventate l'ex capogruppo. IO non hai avuto una carta di credito nemmeno i miei collaboratori. Io dico basta, non lo merita la mia storia personale, la mia famiglia, infangata da due anni. Da pochi minuti sono tornata una persona libera e mi sento veramente bene. Due anni e mezzo in questo sistema, me lo sentivo come una gabbia.

Renata Polverini si è dimessa

Renata Polverini ha deciso di presentare le sue dimissioni da governatrice della Regione Lazio. A breve sarà in conferenza stampa per spiegare le sue ragioni, ma la decisione è data per certa da fonti interne al PDL. La Polverini, che aveva resistito alla tentazione di lasciare la sua poltrona dopo lo scandalo scoppiato per la gestione "allegra" dei fondi destinati al gruppo consigliare del Popolo della Libertà, ha definitivamente mollato dopo che l'UDC, per bocca del suo segretario Pierferdinando Casini, aveva chiesto un passo indietro.

Viceversa sarebbe stato inevitabile lo scioglimento del consiglio regionale. Tutti i consiglieri di opposizione avevano presentato le dimissioni e quelli UDC si apprestavano a fare lo stesso, a quel punto la giunta sarebbe comunque caduta. La Polverini avrebbe preso atto di questa situazione decidendo di fare un passo indietro, d'altra parte l'unico ad insistere perché non mollasse era Silvio Berlusconi (che l'ha chiamata due volte in questi giorni) mentre persino Mario Monti, in un colloquio dello scorso sabato, aveva lasciato intuire che la soluzione di una sua uscita di scena sarebbe stata un'opportunità da cogliere.

Sembrava che l'ennesimo scandalo legati ai costi della politica si risolvesse in una bolla di sapone, stavolta invece "salta" una testa eccellente. Non sono bastate le "misure urgenti" approvate dal consiglio regionale del Lazio per fermare l'impressionante sperpero di denaro pubblico legato ai rimborsi a disposizione dei suoi membri. Fra poco la Polverini annuncerà ufficialmente la decisione in una conferenza stampa. Ancora una volta Enrico Mentana si è dimostrato ben informato quando ha annunciato le possibili dimissioni della Polverini un tweet apparso ieri sera sul suo profilo.

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