Elezioni Europee 2014: Olli Rehn si candida. E' conflitto di interessi?

BELGIUM-EU-ECONOMY-EUROZONE


Elezioni europee 2014

. Oli Rehn, il "temutissimo" Commissario degli affari economici e monetari, ha assunto una posizione non proprio trasparente in vista delle prossime consultazioni del 22-25 maggio.

A partire da metà aprile, il politico finlandese ha deciso di prendersi 6 settimane di congedo (non pagato) per partecipare alla competizione elettorale. Poi tornerà al suo posto, secondo quanto dichiarato dal suo portavoce. Ciò accadrà anche nel caso in cui fosse eletto parlamentare a Strasburgo. Certamente ricoprirà l'incarico di Commissario fino a luglio, ma ricordiamo che la Commissione Barroso II rimane in carica fino al 31 ottobre 2014.

Rehn ha recentemente perso la competizione con Guy Verhofstadt per la nomina a candidato presidente della Commissione del gruppo Alde (i liberaldemocratici euroepi). Sottolineiamo che il candidato belga è una personalità meno compromessa con le politiche di austerity di quanto non lo sia Rehn, che ne è stato un rigido esecutore. Ma è proprio questo il punto. Preso per buono che i Commissari siano solo dei neutri esecutori, allora è opportuno che partecipino alla competizione elettorale per poi tornare al proprio posto?

In molti se lo stanno chiedendo, anche se non c'è nessuna norma che impedisca a Rehn di candidarsi. Tuttavia, appare poco corretto che quest'ultimo, dopo aver corso per una parte politica, torni a fare il Commissario nel momento in cui dovrà prendere decisioni delicatissime, che riguardano tutti i paesi membri (Italia compresa). Ovvero, dovrà esaminare i piani di riforme strutturali, dare "raccomandazioni" di bilancio e decidere se mettere sotto procedura gli Stati che non hanno rispettato la soglia del 3% nel rapporto deficit-pil.

Il caso di Rehn, non è il primo "conflitto di interessi" di cui vi abbiamo raccontato. Anche Martin Schulz si trova in una situazione quantomeno non cristallina. Tuttavia, il caso del Commissario finlandese è sicuramente più clamoroso e apre tutta una serie di perplessità sui meccanismi di funzionamento delle istituzioni europee.

A tale riguardo, evidenziamo che appare molto difficile pensare alla Commissione come un organo super partes. Un organo che "gestisce e attua le politiche di bilancio della Ue" e che "fissa gli obiettivi e le priorità d'azione", non può non avere un ruolo di indirizzo politico. Le politiche di austerity sono il frutto di una precisa ricetta politica. Pensare che la Commissione e il Consiglio abbiano solo un ruolo ragionieristico non è convincente. Dunque, la scelta di Rehn sottolinea sì una mancata cautela nell'etichetta istituzionale, ma rimanda anche ad uno scollamento tra le decisioni prese in ambito Ue e la libertà di scelta dei cittadini.

Rehn, in ogni caso, ha deciso: farà la sua campagna elettorale in Finlandia. Ivi potrà esprimere al meglio le sue capacità di convincimento dell'elettorato. Molto più difficile sarebbe ora il suo ruolo se fosse stato nominato, dai liberali, candidato alla presidenza della Commissione. Sebbene Alde abbia presentato un Manifesto elettorale che mette parzialmente in discussione le politiche di austerità, difficilmente Rehn avrebbe potuto essere il miglior promotore di quel programma nei paesi del sud Europa.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO