Bolzano, nei rimborsi del partito gli articoli del negozio per adulti

Il Freiheitlichen nega, ma la notizia arriva in un Trentino-Alto Adige già scosso dal caso dei vitalizi d’oro degli ex consiglieri

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C’è la politica che si fa rimborsare le mutande verdi, ma c’è anche chi va oltre. Durante un’inchiesta sui rimborsi dei gruppi del consiglio della Provincia autonoma di Bolzano è spuntato fuori lo scontrino che non ti aspetti: 64,92 euro per un tipo di oggettistica che solitamente non fa parte della dotazione di un consigliere provinciale.

Tre gadget che il partito sudtirolese Freiheitlichen (i liberal-nazionali della destra di lingua tedesca) ha acquistato in un negozio per adulti.

Dopo il terremoto sulle pensioni d’oro dei consiglieri regionali di Trentino-Alto Adige (con tanto di occupazione del consiglio provinciale di Trento), a inizio anno era partita anche l’inchiesta della Guardia di Finanza: il pm Giancarlo Bramante ha precisato che lo scontrino non compare negli atti della Procura, ma si attende un’informativa da parte delle Fiamme Gialle. Lo scontrino esiste, riporta la data 16 maggio 2012 ed elenca i tre prodotti “sui generis” che in un primo momento la segretaria del movimento, Ulli Mair, aveva giustificato come regalo per un collega: “Si tratta di un mattacchione e così abbiamo pensato di fargli un regalo di compleanno un po’ spinto, tutto qua”.

“Dobbiamo verificare, se fosse così non sarebbe corretto” ha detto all’Ansa il capogruppo Pius Leitner. Successivamente il partito ha comunicato l’intenzione di adire a vie legali poiché le notizie riportate dai media non sarebbero corrispondenti a verità.

La notizia arriva nel momento peggiore, visto che questa mattina, davanti al consiglio provinciale di Trento, sono esplosi fumogeni ed è seguita un’irruzione in aula da parte dei manifestanti che urlavano “vergogna” in riferimento ai vitalizi milionari, rimasti per i consiglieri delle passate legislature della Regione Trentino-Alto Adige. Trenta persone, tra sindacati di base ed esponenti dell’area antagonista.

Si sono fermati solo dopo la proposta del presidente della Regione e della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, di un incontro. Mentre il presidente del consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, ha urlato ai manifestanti: "Non si martellano le istituzioni e non si invade l'aula" e ha convocato brevemente i capigruppo, riprendendo subito i lavori del consiglio. Condanna unanime dei modi della protesta da Rossi, Dorigatti e da Diego Moltrer, presidente del consiglio regionale.

Foto © Getty Images

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