Parlamento Europeo: bocciate Quote rosa e norme per i Diritti delle donne

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Registriamo che ci sono problemi sulla parità di genere non solo in Italia, dove oggi è stato approvato l'Italicum. Anche il parlamento di Strasburgo ha mostrato il suo volto conservatore. Ieri è stata bocciata una relazione non vincolante che chiedeva, agli Stati in cui la rappresentanza politica femminile è esigua, di elaborare una legislazione in difesa dei diritti delle donne.

La relazione è stata presentata da Ines Cristina Zuber. La parlamentare portoghese, del gruppo della Sinistra Unitaria Europea (Gue), ha proposto all'assemblea un testo che toccava tutti i temi fondamentali inerenti alla discriminazione delle donne nei paesi della Ue. Innanzitutto, la relazione raccomandava parità salariale e lavorativa, anche alla luce di una crescente disparità alimentata dalla crisi economica in atto. In secondo luogo, auspicava l'introduzione delle quote rosa, unica garanzia contro il predominio maschile nei parlamenti nazionali. Infine, accentuava l'importanza di un'azione comune contro la violenza sulle donne e gli stereotipi sessisti.

Nell'ambito dei diritti, il testo faceva riferimento anche alla famiglia. A tale proposito, si chiedeva esplicitamente alla Commissione di promuovere iniziative di sostegno verso "tutte le famiglie, senza alcuna discriminazione in merito alla loro composizione".

A votare a favore sono stati, oltre alla Sinistra Unitaria, anche S&D (Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici). Ma non è bastato a far passare il testo, che ha ottenuto 298 no, 289 sì e 87 astensioni. Il voto contrario del Partito Popolare, dei Conservatori e dell'Europa della Libertà era scontato. A sorprendere, invece, è stato l'atteggiamento dei liberaldemocratici (Alde) e dei Verdi. Gran parte dei due gruppi si sono astenuti e in questo modo la relazione non è passata per 9 voti. Così solo tre giorni dopo la festa della donna, occasione per tutte le forze politiche per lanciare slogan, ecco una dimostrazione di coerenza da parte del Parlamento di Strasburgo.

Il tema dei diritti è uno degli aspetti che l'elettorato dovrà tenere in considerazione per le prossime elezioni europee 2014. Gli attuali equilibri mostrano un Parlamento Europeo decisamente conservatore. Con ciò non vogliamo dire che questo sia un male in sé. L'importante è non fare come alcuni politici, che si cimentano in discorsi di convenienza e in bizantinismi quando si parla dei diritti delle donne e delle coppie omosessuali. Salvo poi tenere tutto così com'è.

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