Aldo Moro verso la beatificazione: il simbolo di un Paese molto confuso

La notizia pubblicata da Libero, e da tante altre testate, è talmente assurda da far pensare ad uno scherzo, seppure di pessimo gusto. Un gruppo di menti eccelse, molte delle quali appartenenti ad amministratori pugliesi, ha portato davanti al Tribunale Diocesano di Roma la richiesta per l'avvio del processo di beatificazione di Aldo Moro, dopo il nulla osta dato dal cardinale Agostino Vallini, Vicario del Papa.

Per raggiungere il risultato s’è attivata a Bari la Fondazione dei Centri studi Aldo Moro e Renato Dell’Andro guidata da Luigi Ferlicchia, ex assessore regionale dc e fedelissimo dello statista. Alla raccolta delle firme per la «fama di santità» hanno aderito numerose personalità religiose e istituzionali della Puglia e di altre regioni, tra le quali il prefetto Mario Tafaro e il sindaco Michele Emiliano, oltre che una lunga serie di ex politici democristiani. Il Postulatore nel «processo» è Nicola Giampaolo, uno dei pochi laici a ricoprire questo incarico.

Non sono particolarmente pratico della materia, mi risulta però difficile da capire per quale ragione lo statista democristiano, pure fortemente religioso, dovrebbe essere beatificato. Per cercare un legame tra l'attività politica di Moro, il suo omicidio e la futura beatificazione sono andato a leggere che

La beatificazione coincide con il riconoscimento da parte della Chiesa dell'ascensione di una persona defunta al Paradiso e la seguente capacità di intercedere a favore di coloro che pregano nel nome della persona beatificata, la quale però non può ancora rientrare formalmente tra i santi, la qual cosa richiede un processo più lungo, la canonizzazione.... La fase successiva è la Dichiarazione di beatificazione, per arrivare alla quale deve essere riconosciuto un miracolo attribuito all'intercessione del venerabile. Qualcuno deve aver pregato la persona e questa deve aver "risposto" venendo in soccorso con un evento inspiegabile e "prodigioso": questo viene ritenuto dalla Chiesa segno inequivocabile che la persona è in Paradiso e di là può e vuole soccorrere i vivi.

Non mi addentro in disquisizioni teologiche, dato che non è proprio il mio campo. Ma non posso fare a meno di chiedermi cosa possa entrarci tutto questo con Aldo Moro e per quale ragione non ci si possa accontentare di ricordarlo come un grande statista, un democristiano onesto e un politico capace (tre definizioni che già lo rendono un caso unico in Italia, degno di venerazione laica), ma sia necessario scomodare i Santi, il Paradiso e addirittura i miracoli.

Foto | Flickr

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