Beppe Grillo sul blog attacca (ancora) Matteo Renzi: "Come Achille Lauro"

Il leader del Movimento 5 Stelle ancora una volta contro il primo ministro. La saga continua.

La saga degli attacchi dal blog di Beppe Grillo contro Matteo Renzi sta diventando infinita. E ultimamente hanno preso a ripetersi con una frequenza ancora maggiore del solito. Verrebbe anche da chiedersi come mai il leader del Movimento 5 Stelle abbia tutta questa ansia di attaccare il presidente del Consiglio, non fosse che la ragione è abbastanza evidente: Matteo Renzi esercita un certo fascino nei confronti dell'elettorato del Movimento 5 Stelle per la diversità che incarna rispetto alla vecchia politica che ha fatto la fortuna del M5S. Se poi per caso dovesse riuscire in quanto per ora solo promesso, il rischio che il bacino elettorale del Movimento 5 Stelle possa svuotarsi c'è, eccome.

Da qui la necessità di Beppe Grillo di partire all'attacco lancia in resta ogni due per tre. E se le promesse fatte da Matteo Renzi nella ormai celebre conferenza stampa di martedì sono ancora, appunto, solo promesse (oltre a essere state criticate da più parti, compresi economisti vicini a Renzi, come Tito Boeri), da qui a paragonare il taglio dell'Irpef alle scarpe di Achille Lauro ce ne passa. E però è proprio quello che fa Beppe Grillo, nel suo ultimo post:

Dal Berlusconi con la promessa della eliminazione dell'ICI e della social card a Achille Lauro che per diventare sindaco di Napoli regalò ai potenziali elettori una scarpa con la promessa di dare anche la seconda se fosse stato eletto. Gli 80 euro di Renzie, senza copertura finanziaria, senza il supporto di un decreto legge, sono peggio delle scarpe di Lauro. Lui almeno una scarpa prima delle elezioni l'ha data. Gli 80 euro saranno in busta paga, se ci saranno, solo dopo le elezioni europee. Da un voto due scarpe, a un voto 80 euro (forse...).

Va detto che se le scarpe di Achille Lauro e l'Ici di Silvio Berlusconi erano promesse fatte in campagna elettorale, la promessa del taglio dell'Irpef di Matteo Renzi avviene nel momento in cui Renzi è ovviamente già premier. Anche se è stato lo stesso primo ministro ad ammettere come l'effetto che questa misura (sempre che effettivamente venga varata) potrà avere sulle elezioni europee 2014 non gli è indifferente.

Se c'è una costante nella Storia d'Italia è rappresentata dai Venditori di Pentole, dagli imbonitori un tanto al chilo, da chi la spara più grossa per un pugno di voti. La cosa straordinaria è che gli italiani ci cascano sempre. L'esperienza non li vaccina. Ci vorrebbe una terapia di popolo, una seduta psicoanalitica più che della sapienza degli storici per capire il comportamento dei cittadini di questo Paese. L'attuale venditore di pentolame, in arte Renzie, è imbarazzante a tal punto che i bambini ridono quando guardano il telegiornale, non chiedono più ai genitori di cambiare canale e di vedere i cartoni animati. Renzie è meglio di Gianni e Pinotto, di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, di Stanlio e Ollio.

Così inizia il post di Beppe Grillo sul blog, che poco più avanti si sofferma sulla decisione di Renzi di non toccare le pensioni, nemmeno quelle d'oro (come invece consigliato dalla spending review di Cottarelli):

Il titolo di Repubblica, il giornale di De Benedetti, titola oggi "Renzi: le pensioni non si toccano". E' una non notizia che infonde però sicurezza. Le non azioni sono la nuova politica di Governo. Non farò questo, non farò quello. L'elenco delle cose che non saranno fatte sarà discussa nel Consiglio dei ministri insieme a quelle che si dovrebbero fare, ma comunque non saranno fatte. E' un marketing malato che provoca nausea. "Chi l'ha messo lì quello?" "Quando finisce di prenderci per il culo?" sono le domande più ricorrenti tra la gente.

Il sospetto, stando anche ai sondaggi che circolano, è che però la reazione degli italiani alle parole di Matteo Renzi non sia proprio quella immaginata da Beppe Grillo.

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