Il complotto di Renzi e Napolitano per far fuori Letta. Con l'aiuto degli Usa

Una teoria simil-cospirazionista per spiegare la staffetta a Palazzo Chigi.

Quando si è decisa la staffetta tra Enrico Letta e Matteo Renzi? Quali poteri si sono mossi e perché? Le teorie più o meno cospirazioniste su quella che potrebbe anche essere semplicemente una manovra spregiudicata dell'attuale premier, che è riuscito a portare a termine grazie alla debolezza del governo Letta, continuano a fioccare. Se da una parte alcuni hanno indicato nel Corriere della Sera la mano che per prima si è mossa, altri hanno invece visto Repubblica (che per prima ha parlato di Renzi premier) come vero artefice della celebre staffetta.

Ma le cose non stanno così, almeno se si prendono per buone le teorie esposte nel libro "La volta buona", scritto a otto mani per Editori Riuniti da Mario Lavia (vicedirettore di Europa), Angela Mauro e Alessandro De Angelis dell'Huffington Post ed Ettore Colombo, biografo di Pier Luigi Bersani. E quindi, quali fili sono stati mossi per arrivare alla staffetta? Innanzitutto bisogna capire quando Matteo Renzi ha deciso di prendersi il Partito Democratico, passo indispensabile per salire alle urne senza prima passare da elezioni.

E la cosa risalirebbe alla primavera scorsa, quando l'ex rottamatore ha fatto sapere al suo fedelissimo Matteo Richetti - sempre stando alle ricostruzioni del libro - che aveva nei suoi piani di prendersi prima la segreteria del Pd e poi il governo. A quel punto, messo a segno il primo colpo dopo la vittoria nelle primarie, si è trattato soprattutto di convincere partito e, soprattutto, presidente della Repubblica, che era il caso di fare una decisa inversione di tendenza a Palazzo Chigi.

Convincere il partito, una volta che se ne è segretario, non è impresa così difficile. E una volta arrivati qui, il resto si è svolto in una cena segreta tra Renzi e Napolitano. Scrive Libero:

Secondo quanto racconta il libro, il capo dello Stato invita Renzi a cena e lo fa all'oscuro delle segreterie del Quirinale. "Sarò padrone di invitare chi voglio a cena a casa mia", racconta l'inquilino del Colle nel libro. Ed è proprio a quella cena che le decisioni sono state prese. Renzi avrebbe spiegato: "Il Pd non ce la fa più a sostenere questo governo. Siamo tutti d'accordo. Continuando così alle Europee, noi rischiamo di essere travolti e il governo salterebbe comunque. Si rischierebbe di arrivare a posizioni radicali tipo Grillo. Sarebbe un disastro". Quindi Renzi avrebbe gettato la maschera: "Ecco, abbiamo deciso un cambio al governo, e io farei il premier". Al solito l'ex sindaco di Firenze si sarebbe espresso senza peli sulla lingua. Da par suo, Napolitano, nei fatti, avrebbe acconsentito. Il presidente della Repubblica si è limitato a un avvertimento: "State attenti a non sfasciare tutto, che non salti la maggioranza". La cena si concluse così. E così, in buona sostanza, si concluse anche il governo Letta.

Ma le cose non sono così facili, dal momento che dietro a tutto questo ci sarebbe addirittura la mano degli Stati Uniti, una cosa in stile guerra fredda insomma. Solo che protagonisti solo gli eredi del Partito Comunista Italiano.

Mister Phillips (ambasciatore Usa in Italia, ndr), fermo sostenitore di Obama (al quale ha cospicuamente finanziato la campagna elettorale), avrebbe saputo già da settimane del balletto che si sarebbe svolto attorno alla poltrona di Palazzo Chigi. Secondo Dagospia lo sapeva anche Giorgio Napolitano, che pur di non essere travolto dal crollo di Letta ha tagliato i tempi per favorire Renzi e non trovarsi in una posizione di tale debolezza da costringerlo alle dimissioni (d'altronde, Re Giorgio aveva sempre detto che se Letta avesse fallito, lui si sarebbe dimesso. Dunque, se Re Giorgio fosse rimasto totalmente fuori dai giochi per la successione alla premiership, avrebbe dovuto farsi da parte).

Ma come faceva Phillips a sapere che Renzi avrebbe preso il posto di Letta? Semplice, i due sono amici grazie anche a Marco Carrai, imprenditore fedele del sindaco di Firenze e uomo vicino a banche e alta finanza. E così, una volta convinti gli americani del binario morto su cui il governo Letta era finito, gli americani mandano a Napolitano un messaggio attraverso la pubblicazione del libro di Alan Friedman sul "complotto" ordito ai danni di Berlusconi. Napolitano recepisce, accelera bruscamente per portare Renzi al governo al posto di Letta e la staffetta e servita. Almeno nella visione un po' paranoico-cospirazionista in cui sono ancora gli americani a decidere chi governa in Italia.

Matteo Renzi Presents His New Government At The Quirinale Presidential Palace

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