Nato: "Per la Russia la Crimea fa parte di una strategia più ampia"

Continuano le tensioni in Crimea dopo il referendum e il riconoscimento dell'annessione alla Russia da parte di Putin.

23:22 - Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto che il suo Paese non ha intenzione di dare il via a un intervento militare in Ucraina, ma, ha avvisato, è pronto ad adottare "azioni economiche ancora più dirompenti". L'inquilino della Casa Bianca ha anche specificato:

"Non abbiamo bisogno di scatenare una guerra reale con la Russia. Gli ucraini non lo vogliono e riconoscono che per noi non sarebbe opportuno e non andrebbe bene neanche per l'Ucraina"

22:45 - L'ambasciatore Usa all'ONU Colin Power ha detto che Washington è pronta a nuove azioni se la provocazione di Mosca in Ucraina non si fermerà. Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della Nato, ritiene che l'intervento della Russia in Crimea sia parte di una strategia più ampia che potrebbe portare l'esercito di Mosca fino alle regioni russofone dell'Est dell'Ucraina.

21:47 - Il vicepresidente americano Joe Biden ha annunciato che gli Stati Uniti potrebbero inviare delle loro truppe nei Paesi Baltici per rassicurare le ex repubbliche sovietiche che sono molto preoccupate dopo l'annessione della Crimea alla Russia.

21:41 - La Russia, attraverso il suo vice-ministro degli Esteri Sergey Ryabkov, fa sapere che in risposta alle sanzioni di Unione Europea e Stati Uniti potrebbe rivedere la sua posizione sul negoziato sul nucleare iraniano.
Ryabkov è il capo negoziatore sul dossier iraniano.

18:30 - Il portavoce del ministero della Difesa del governo ucraino ha detto che i soldati russi hanno occupato con la forza una base ucraina a Ievpatoria nella Crimea occidentale e sulla pista di atterraggio di un'altra base della stessa località sono arrivati 200 militari russi e cinque mezzi blindati.
Il capo del governo dell'Ucraina ad interim Turchynov ha lanciato un ultimatum ai separatisti della Crima: hanno tre ore di tempo per rilasciare il comandante della Marina ucraina che è stato arrestato a Sebastopoli dalle forze filorusse.

13:35 - Un gruppo di soldati russi ha attaccato una base militare ucraina in Crimea, a Novoozerne. Lo ha reso noto il portavoce del ministero della Difesa Vladislav Seleznev. I russi sono riusciti a entrare nella base sfondando il cancello con un trattore, ma alcuni militari ucraini armati li hanno bloccati all'interno.

11:18 - Il premier della Crimea Aksionov ha annunciato che il vice-premier ucraino Yarema e il ministro della difesa Teniuk non possono entrare nella penisola che ha decretato la propria annessione alla Russia. I due rappresentanti del governo di Yatseniuk sono stati inviati per evitare una escalation militare.
Intanto la Corte Costituzionale russa ha approvato il trattato che ieri è stato firmato da Vladimir Putin per l'annessione della Crimea.

Aggiornamento mercoledì 19 marzo 2014, ore 8:55 - Secondo un fotografo dell'Associated Press una base della marina nazionale ucraina a Sebastopoli è stata attaccata dalle forze di autodifesa della Crimea e hanno issato la bandiera russa sull'edificio.

Vladimir Putin: "Sanzioni sarebbero ridicole"


Ore 13:00

Vladimir Putin parla al Parlamento russo ed è un fiume in piena. Con toni nazionalistici e populisti, rivendica la Crimea come parte del territorio russo – e i rappresentanti della repubblica sono accolti con una standing ovation – e definisce ridicole le sanzioni prospettate dall'Occidente.

La Crimea è parte inscindibile della Russia. Abbandonare il popolo della Crimea al suo destino sarebbe stato un tradimento. Saranno tre le lingue ufficiali della Crimea: russo, ucraino e tataro

ha dichiarato il presidente Putin, aggiungendo che il passaggio della Crimea all'Ucraina (deciso da Krushev) fu una "grossa violazione", avvenuta sotto un regime totalitario e senza il consenso degli abitanti.

Riguardo la situazione in Ucraina, Putin è tornato a parlare di "golpe" organizzato da "Nazionalisti, neonazisti e antisemiti", per cui ora non esiste un governo legittimo. La Russia non ha intenzione di annettersi altri territori, ma vuole "un'Ucraina forte, stabile, pacifica".

Parole dure nei confronti dell'Occidente, che "solo ora si ricorda del diritto internazionale. Meglio tardi che mai". Gli Usa, ha ricordato Putin, hanno ignorato le risoluzioni Onu in più occasioni, ad esempio per i bombardamenti di Belgrado. Per questo le sanzioni annunciate da Usa ed Europa "sono ridicole".

Aggiornamento 18 marzo Il presidente russo Putin, dopo aver riconosciuto l'indipendenza della Crimea, ha riferito in Parlamento dando disposizione di approvare la bozza di accordo per l'annessione della repubblica alla Russia. Lo riferisce il sito del Cremlino. Il costo dell'assistenza economica russa alla Crimea, in caso di annessione, sarà di 3 miliardi di dollari l'anno. Intanto è stato annullato l'incontro previsto oggi a Mosca tra i ministri degli esteri e della difesa russi, Serghiei Lavrov e Serghiei Shoigu, e i loro colleghi francesi Laurent Fabius e Jean-Yves Le Drian.

Crimea indipendente, le sanzioni dell'Europa e degli Usa


19.44 -

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il decreto per il riconoscimennto della Crimea come stato indipendente, ratificando così il risultato del referendum di ieri in Crimea.

17.46 - In una conferenza stampa a Washington Barack Obama è tornato sulla crisi ucraina, sottolineeando l'isolamento internazionale nel quale ha deciso di collocarsi la Russia.

Secondo il presidente statunitense nessun attore internazionale riconosce il referendum di ieri in Crimea e per questo motivo gli Stati Uniti, congiuntamente all'Unione Europea, hanno deciso di applicare sanzioni economiche a Mosca. Il Presidente Obama ha poi affermato di ritenere che ci sia ancora un percorso diplomatico valido per risolvere la crisi in Ucraina.

15.45 - Secondo quanto detto dal ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini, le sanzioni decise dall'Unione ai danni della Russia di Putin avranno una validità di sei mesi:

"Il nostro obiettivo è evitare che la Russia cada nelle proprie tentazioni di isolamento internazionale."

ha spiegato il ministro italiano, motivando così la scelta di non colpire con sanzioni alcun esponente del governo, giornalisti, aziende e rappresentanti di società.

15.26 - Anche gli Stati Uniti di Obama si aggregano al regime sanzionatorio decretato dal consiglio straordinario dei ministri degli esteri europei. Secondo fonti diplomatiche europee infatti sono 21 le persone inserite nella lista delle "misure restrittive" decise dall'Unione europea contro "alcuni politici e alcuni militari" di Russia e Crimea.

Secondo quanto rende noto la Casa Bianca inoltre il presidente statunitense Barack Obama ha stabilito per decreto sanzioni economiche e congelamento dei beni ai danni di 11 alti funzionari russi, tra cui stretti collaboratori di Putin e lo stesso ex presidente ucraino, Viktor Yanukovich (che è anche ricercato dall'Interpol). Le sanzioni americane si applicano anche a "qualsiasi entità (società o azienda) o singoli attivi nell'industria delle armi russe". Lo stesso vale per i patrimoni personali o dei prestanome degli esponenti della leadership russa.

Il principale obiettivo delle sanzioni di Washington, secondo molti, è il rublo.

14.58 - L'ultimo presidente sovietico Mikhail Gorbaciov, premio Nobel per la Pace, ha detto la sua sui recenti sviluppi della crisi in Ucraina:

"Il popolo ha deciso di correggere un errore del passato. [...] La possibile annessione della Crimea nella Federazione Russa non può essere motivo di sanzioni."

14.29 - Il Consiglio Ue Affari esteri ha approvato le sanzioni a seguito delle azioni russe in Crimea.

La notizia è trapelata a riunione ancora in corso, mentre i ministri degli Esteri dell'Unione Europea discutono sui destini dell'est Europa. Come riportano fonti diplomatiche russe sono almeno 21 le persone inserite nella lista delle "misure restrittive" contro alcuni "politici e militari". Si tratterebbe di 8 persone della Crimea e di 13 russi.

11.42 - Da questa mattina esiste ufficialmente un nuovo stato in Europa: la Repubblica di Crimea.

Mentre l'Occidente (l'asse Bruxelles-Stati Uniti) dichiara illegittime le consultazioni di ieri in Crimea, Mosca mostra sempre più i suoi muscoli: il presidente russo Putin ripete, anche ad Obama in alcune telefonate nella notte e questa mattina, che è valida e che Mosca la rispetterà.

Intanto il Parlamento della penisola sul Mar Nero ha proclamato l'indipendenza chiedendo a Mosca di essere ammessi nella Federazione con lo status di Repubblica, così come all'Onu è stato chiesto il riconoscimento di stato indipendente.

Tutti i beni dell'Ucraina sono stati nazionalizzati ed il presidente provvisorio (non si sa fino a che punto provvisorio) Sergei Aksyonov ha firmato una "mobilitazione parziale". La moneta ufficiale è il rublo.

Aggiornamento 17 marzo, ore 9.28 - E' stata una notte di festeggiamenti nelle principali città della Crima, dopo i risultati del referendum di ieri che, di fatto, consegnano la penisola nelle mani di Mosca.

"Entreremo a far parte della Russia nei tempi più brevi ma rispettando tutte le procedure giuridiche. [...] Oggi abbiamo preso una decisione molto importante, che entrerà nella storia."

ha commentato il premier della crimea Sergei Aksyonov. Il risultato ufficiale, che vuole il 95% dei votanti a favore dell'annessione alla Russia della Crimea, consegna alla storia quello che da oggi verrà chiamato "plebiscito". Un plebiscito che, a sua volta, riscrive i modi di dire: non più "bulgaro" ma "crimeano".

Scherzi a parte, ieri sera migliaia di persone si sono radunate in piazza a Sebastopoli e nelle maggiori città della Crimea, celebrando per tutta la notte la vittoria al referendum, che ora mette letteralmente alla porta i cittadini ucraini in Crimea. Oggi si riunirà il Parlamento della Crimea, che avanzerà ufficialmente a Vladimir Putin la richiesta di annessione alla Russia, come confermano anche alcune fonti della Duma citate da RaiNews.

Il presidente della Ue Herman Van Rompuy e il presidente della Commissione Ue José Barroso, in una dichiarazione congiunta, hanno invece espresso la totale contrarietà di Bruxelles all'annessione alla Russia, senza tuttavia esprimere grossi dubbi sui risultati del referendum (che invece sono contestati da più parti, nella stessa Ucraina). Un referendum "illegale e illegittimo" scrivono i due, senza tuttavia contestarne i risultati ai numeri.

"Domani (oggi ndr), nel corso del Consiglio Affari Esteri, decideremo come applicare le sanzioni nei confronti di cittadini ucraini e russi, già stabilite dal Consiglio europeo del 6 marzo, in caso di mancati segnali di distensione."

ha detto ieri il titolare degli Esteri Federica Mogherini. Anche da Washington arrivano durissimi commenti sul referendum e sui risultati di ieri sera: Kerry ha chiamato Lavrov per ribadire la posizione statunitense sul tema, secondo cui il referendum in Crimea è illegale.

Referendum Crimea, i cittadini votano per l'annessione alla Russia

00.30: si festeggia in Crimea, piazza Lenin a Sinferopoli è diventata in poche ore il luogo simbolo delle celebrazioni che seguono l’esito del referendum che sancisce il desiderio del popolo della Crimea di tornare a far parte della Russia. Da ore manifestanti pro-Russia stanno festeggiando con danze e performance musicali mentre si attende ormai soltanto l’ufficialità.

I dati parlano chiaro, i cittadini si sono espressi e la maggioranza - anzi, la quasi totalità, ha scelto l’annessione, mentre Stati Uniti ed Europa continuano a opporsi a questo risultato e al comportamento della Russia.

22.30: manca poco ai dati definitivi, ma ormai si tratta solo di percentuali, il risultato è chiaro: gli elettori hanno deciso per l’ammissione della Crimea alla Russia, i quotidiani stanno già andando in stampa coi titoloni che annunciato il risultato, mentre i cittadini stanno scendendo in piazza per festeggiare. Di seguito una carrellata di immagini da piazza Lenin a Sinferopoli.

21.56: secondo quanto riferisce il Cremlino, il presidente Putin e il presidente Obama avrebbero raggiunto un accordo: nonostante le differenze, c’è la necessità di trovare insieme un modo per stabilizzare la situazione in Ucraina.

Intanto cresce il timore tra i Tatari della Crimea di venir deportati dalla regione non appena tornerà sotto il controllo della Russia. Ne ha parlato alla BBC il leader dell’Assemblea Nazionale dei Tatari della Crimea, Refat Chubarov, che ha sottolineato l’esigenza di prevenire ogni possibile violenza contro ogni gruppo etnico residente nella regione.

I risultati definitivi sono attesi per le 23 di oggi.

21.30: i risultati preliminari parlano chiaro, il 95.5% degli elettori avrebbe votato a favore dell’annessione della Crimea alla Russia. A comunicarlo è stato Mikhail Malyshev, capo della commissione organizzativa del referendum, che ha precisato come questi dati preliminari siano basati su metà dei voti conteggiati finora. L’altra opzione ha raccolto il 3%.

21.10: Mikhail Malyshev, capo della commissione che ha organizzato il referendum in Crimea, ha ufficializzato che l’affluenza è stata dell’82,71%.

20.55: mentre lo spoglio continua e i risultati confermeranno la scelta degli elettori di annettere la Crimea alla Russia, arrivano ulteriori conferme della posizione contraria dell’Europa. Adesso è la volta del Regno Unito.

William Hague, Segretario di Stato per gli Affari Esteri e del Commonwealth, ha appena pubblicato il seguente tweet in cui ribadisce che l’Inghilterra non riconoscerà il referendum:


19:46: i seggi sono chiusi, lo spoglio è cominciato e gli animi si stanno scaldando. Dai giornalisti che si trovano sul posto arrivano accuse secondo le quali a loro non sarebbe permesso entrare nei seggi per assistere alla conta dei voti. E gli animi si scaldano anche sulla tv di Stato russa, dove nel corso di una discussione a proposito della forza della Russia rispetto alla debolezza degli Stati Uniti, al conduttore del programma Vesti Nedeli, Dmitriy Kiselev, è scappato un minaccioso:

La Russia è l’unico Paese del Mondo in grado di trasformare gli Stati Uniti in una polvere radioattiva.

19.34: i festeggiamenti in piazza Lenin a Sinferopoli sono in corso ormai da ore, fomentati in questi ultimi momenti dai primi exit poll.

19.25: e mentre i russi, spinti dai favorevolissimi exit pool, cominciano a festeggiare per l’annessione della Crimea, dalla Casa Bianca arrivano nuove parole di condanna per le azioni della Russia:

Abbiamo superato da tempo i giorni in cui la comunità internazionale sarebbe rimasta in silenzio davanti a un Paese impegnato a sequestrare con la forza il territorio di un altro Paese.

19.13: manca ancora poco più di un’ora alla chiusura dei seggi e l’agenzia russa Ria Novosti rivela che secondo gli exit poll il 93% degli elettori avrebbe votato a favore dell’annessione della Crimea alla Russia.

Si tratta di sondaggi basati sulle dichiarazioni rilasciate dagli elettori subito dopo aver espresso la loro preferenza, ma il risultato sembra scontato.

17.20: mentre l’affluenza continua a restare alta e non si segnalano scontri in Crimea, il Segretario di Stato degli Stati Uniti John Kerry ha ribadito che per gli USA si tratta comunque di un referendum illegale e pertanto non riconoscerà il risultato dello stesso, opinione condivisi anche dall’Unione Europea, come espresso in un comunicato congiunto del presidente della Ue Herman Van Rompuy e del presidente della Commissione Ue José Barroso.

12.45: cinque ore dopo l’apertura dei seggi, il comitato elettorale centrale di Sebastopoli ha annunciato che l’affluenza è alle stelle, oltre il 50%.

12.00: è confermato che i primi risultati del referendum saranno annunciati intorno alle 21.30 di oggi, ora italiana, mezz’ora dopo la chiusura delle votazioni. Intanto il primo ministro della Crimea ha programmato una sessione del Parlamento per le 9 di domani per approvare i risultati del referendum di oggi.

10.20: il voto prosegue senza particolari problemi. Dopo i disservizi delle prime ore, causati dalla violenta pioggia che si è abbattuta sulla penisola, a migliaia si sono già recati alle urne. Soddisfazione da parte del Primo Ministro della Crimea, Sergey Aksenov, che all’agenzia russa Interfax ha dichiarato:

Mi sento alla grande. Come potete vedere, i cittadini stanno votando liberamente. Non ci sono stati problemi nei seggi. Non vedo o sento alcuna pressione nei confronti degli elettori.

Aggiornamento 16 marzo 2014, 9.10: l’amministrazione di Sebastopoli, in Crimea, ha ufficializzato l’apertura dei seggi per il referendum sul ritorno della regione alla Russia, dopo 60 anni di amministrazione da parte dell’Ucraina. Al voto, che proseguirà fino alle 20 ora italiana, sono chiamati oltre 1.5 milioni di elettori in 1205 distretti elettorali, mentre nel referendum che si terrà a Sebastopoli, città amministrativamente separata dall’Ucraina, sono attesi 306 mila elettori in 192 diversi seggi.

La situazione in tutta la regione è molto tesa, con manifestazioni filorusse e filoucraine che mai come in questa giornata decisiva si stanno svolgendo da una parte all’altra della Crimea, mentre le posizioni di Ucraina, Russia e dell’Occidente restano immutate.

17.20 I primi risultati del referendum in Crimea saranno disponibili poco dopo la chiusura dei seggi, domenica sera verso le 20 locali (le 19 italiane). Lo ha fatto sapere Mikhailo Malyshev, presidente del comitato organizzatore del referendum. I risultati definitivi si avranno invece lunedì mattina. (fine aggiornamento)

Il referendum con cui la Crimea chiederà l'indipendenza dall'Ucraina e l'annessione alla Russia dista ormai solo 24 ore. E c'è grande incertezza su quello che potrà accadere una volta che i risultati del voto (comunque scontati) saranno noti. Le posizioni sul referendum sono ancora distanti: l'Ucraina e l'Occidente lo considerano illegale, la Russia lo considera legittimo e soprattutto potrebbe decidere di rispettarne l'esito e varare l'annessione della Crimea già di fatto sotto occupazione militare.

"Potrebbe" decidere di annettere la Crimea, perché in verità - stando al parere di molti analisti - Putin non si sentirebbe pronto ad arrivare fino in fondo, nonostante abbia lui il coltello dalla parte del manico in questa fase, e potrebbe anche decidere di indicare alla Duma di "rifiutare cortesemente" la richiesta di annessione che giungerà dalla Crimea. Non che questo significhi che Putin abbia intenzione di restituire la Crimea a Kiev, ma che potrebbe accontentarsi di una situazione di compromesso, che rende indipendente la Crimea dall'Ucraina senza che per questo diventi parte della Russia.

Una soluzione che potrebbe scongiurare i venti di guerra che continuano a soffiare da quelle parti, ma che non è detto si verifichi. Anzi, secondo altri autorevoli pareri, il giorno dopo il referendum Putin potrebbe anche decidere che è giunto il momento di ampliare la sua manovra di occupazione della parte orientale (e filorussa) dell'Ucraina, per poi procedere all'annessione di nuove parti del paese. Se così fosse, la guerra sarebbe inevitabile. Con lo scenario da incubo che ne seguirebbe.

Ieri il ministro degli Esteri russo Lavrov ha detto che "la Russia non ha un piano per invadere le regioni sud.orientali dell'Ucraina", ma d'altra parte qualche settimana fa anche Putin aveva detto la stessa cosa della Crimea.

Referendum Crimea, 16 marzo 2014

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