Il 'piano' di Renzi bocciato dal Financial Times: "Non cura l'Italia"

In un editoriale, il quotidiano finanziario britannico fa le pulci al premier: "Le tasse vanno tagliate alle imprese, non alle persone. Il debito pubblico va diminuito, non aumentato. La competitività del Paese resta bassa".

Il Financial Times boccia Matteo Renzi e il suo Job Act. Emblematico il titolo del prestigioso quotidiano finanziario britannico: "La medicina di Matteo Renzi non curerà l'Italia". E ancora, nell'editoriale si può leggere quanto segue: "Una riduzione delle tasse, per coloro che guadagnano poco (80 euro in più in busta paga a 10 milioni di italiani) ha un buon senso politico, ma non aumenterà la competitività del Paese".

La ricetta del dottor Renzi non piace granché al Ft: "Renzi vuole finanziare una parte delle sue elargizioni attraverso un misto di tagli alla spesa e tasse più alte sul reddito di capitale. Questo ha senso, ma questi soldi finanzieranno solo una parte delle promesse fatte dal premier” Lo stesso presidente del Consiglio, ricorda il Ft, "ha ammesso" che una parte dei fondi necessari "dovrà essere reperita attraverso il debito".

Il debito pubblico. Il Financial Times affronta che questo argomento d'attualità: "L'Italia dovrebbe cercare di tagliarlo di 2 mila miliardi, non aumentarlo. Quindi la domanda principale è: come spenderà i soldi che intende prendere in prestito?". Gli analisti del quotidiano consigliano al premier di abbassare le tasse alle aziende, non ai dipendenti, per favorire la ripresa dell'economia: "Sarebbe meglio concentrare la limitata capacità di fuoco per aiutare le imprese, tagliando in modo più profondo le tasse che pagano. Questo permetterebbe alle aziende di abbassare i prezzi dei prodotti che vendono all'estero e di assumere di più".

L'uscita della crisi è ancora lontana, per il nostro Paese, spiega il Ft: "La speranza era che Renzi ravvivasse l'economia italiana. Ma, mentre la crescita è finalmente tornata, le previsioni restano fragili, con la disoccupazione bloccata intorno al 13 per cento e la produzione industriale 25 punti sotto i livelli pre-crisi". Il presidente del Consiglio italiano leggerà sicuramente questo editoriale, ma è difficile che possa spaventarsi più di tanto. E comunque avrà l'occasione di rassicurare Merkel e Hollande nel suo tour europeo di questi giorni.

L'editoriale del Ft

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