Matteo Renzi a Berlino incontra Angela Merkel: "Sono colpita"

Vertice intergovernativo italo-tedesco a Berlino: Renzi dalla Merkel per convincerla delle riforme italiane

19.19 - Intervenendo nel corso della conferenza stampa al termine dell'incontro bilaterale tra Italia e Germania, Angela Merkel si è detta "colpita" dell'incontro con Matteo Renzi:

"Renzi mi ha illustrato un programma di riforme molto ambizioso. È un messaggio positivo che accogliamo molto bene. Gli auguro molta fortuna e coraggio, tutto il bene: si tratta di un cambio strutturale, anche con riforme del mercato del lavoro che porteranno a uno sviluppo positivo. [...] L’Italia rispetterà il Fiscal compact, lo so bene."

E' apparsa in forma la Cancelliera, perfettamente ristabilitasi dall'infortunio sugli sci nel gennaio scorso, e si è detta ben impressionata dall'incontro con il fiorentino, che definisce anch'ella ambizioso. Dal canto suo Matteo Renzi, fatto salvo "l'incidente del cappotto" (mal abbottonato, i cronisti ci hanno chiosato per ore in attesa della conferenza stampa), ha tenuto una conferenza stampa decisamente meno spettacolare del solito.

Parlando lentamente "per permettere al traduttore di fare il suo lavoro", Renzi ha messo bene in chiaro come le riforme sulle quali sta lavorando il suo governo non siano di diretta derivazione belga o tedesca.

"L’Italia non fa le riforme perché lo chiede Berlino o Bruxelles: noi facciamo le riforme per noi, perché lo chiedono i nostri figli e non i partner europei», e che «l’orizzonte del Governo è il 2018, ma le riforme vanno fatte subito. Il percorso che ci attende cambierà il livello istituzionale in Italia. Si tratta non di misure una tantum, ma di misure irreversibili di cambiamento."

ha detto il premier italiano. Renzi ha parlato di Europa, e molto, in particolare ricordando come la deriva degli estremismi sia un rischio sempre più alto, data la sfiducia sempre più generalizzata nelle istituzioni europee da parte degli italiani (nello specifico) e di tutti gli altri (più in generale). Renzi ha in questo senso garantito il mantenimento degli impegni, seppur mostrando maggior spregiudicatezza, rispetto ai predecessori, quando si tratta di far valere le proprie ragioni.

Certo, la prova per un politico non è alla conferenza stampa bensì alla Gazzetta Ufficiale (almeno in Italia), ma è parso evidente a tutti come i toni siano decisamente differenti, anche da quelli vagamente polemici che sovente usava il Cavaliere; una spregiudicatezza che, almeno nelle dichiarazioni, è piaciuta sia al Presidente francese Hollande sia alla Cancelliera tedesca Merkel, un fatto di non poco conto visto e considerato che Francia e Germania, nel panorama europeo, sono un asse con il quale occorre necessariamente fare i conti.

Sui provvedimenti in cantiere Renzi ha spiegato:

"Non vogliamo sforare i limiti di Maastricht. Merkel, e tutti gli italiani, conoscono le coperture. L’Italia non chiede di sforare o di cambiare le regole dando il messaggio che siano cattive. Le regole ce le siamo dati noi e crediamo che siano importanti."

garantendo quindi il mantenimento degli impegni da un lato e la reperibilità economica dall'altro.

GERMANY-ITALY-POLITICS-ECONOMY

Wolfang Schaeuble, il ministero del tesoro tedesco, in seguito al suo colloquio con Pier Carlo Padoan aveva diffuso poco prima della conferenza stampa una nota nella quale dava sì l’assenso all’accelerazione italiana nelle riforme per aumentare la produttività e la crescita, pur ribadendo il mantenimento degli impegni sul bilancio e conti pubblici.

16.09 - Presentandosi in doppiopetto (manco a farlo apposta, dice scherzosamente qualcuno), il premier Matteo Renzi è arrivato a Berlino e si trova in questo momento in riunione bilaterale con Angela Merkel: è il quinto premier italiano ad essere ricevuto dalla Cancelliera.

Matteo Renzi a Berlino incontra Angela Merkel

Il bilaterale durerà circa un'ora e sarà seguito da una riunione plenaria ed una conferenza stampa congiunta Merkel-Renzi.

12.21 - Intercettato dal Tg5 mentre era in partenza per Berlino, dopo la celebrazione della Giornata dell'Unità Nazionale di questa mattina, il premier Renzi ha fatto il punto sui temi sul tavolo berlinese alla corte di Angela Merkel:

"Non siamo gli alunni da mettere dietro la lavagna, siamo l'Italia e se facciamo bene il nostro dovere, noi alla guida dell'Europa e non l'ultimo vagone tra quelli ritardatari. Se abbiamo fatto errori siamo pronti a rimediare, ma siamo l'Italia e dobbiamo riprenderci l'orgoglio di essere italiani. Vogliamo guidare l'Europa non per sei mesi nel semestre di presidenza ma per i prossimi 20 anni e se ce la faremo daremo ai nostri figli un'Europa diversa"

Renzi ha anche ribadito la fattibilità del taglio delle tasse in busta paga, come annunciato la scorsa settimana in pompa magna a palazzo Chigi, e la sua intenzione di rilanciare un ricco piatto sul fronte europeo in vista del semestre di presidenza italiano: lo sviluppo dell'Unione, ma anche la crisi in Ucraina ed i rapporti bilaterali con la Germania saranno i temi più scottanti sul tavolo dei due capi di stato.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi è oggi in visita a Berlino per il vertice intergovernativo italo-tedesco. Non è la prima volta che il primo ministro incontra il cancelliere tedesco, prima da sindaco e poi da premier (durante il vertice Ue sulla crisi in Ucraina del 6 marzo), ma certamente il viaggio di Renzi a Berlino assume oggi un connotato decisamente diverso.

"Da pari a pari" è il mantra che si va ripetendo da giorni a palazzo Chigi: l'obiettivo del vertice a Berlino, al quale Renzi andrà con sei ministri del suo governo e una delegazione di imprenditori è dichiaratamente quello di prendere le misure sartoriali per nuovi punti d'incontro con la Germania di Angela Merkel, dopo quell'incontro privato e informale voluto nel luglio scorso dalla Merkel quando Renzi era ancora sindaco di Firenze.

European Leaders Meet For An Emergency Meeting To Discuss The Situation In Ukraine

Il confronto più tecnico sulle cifre e sulle differenti situazioni economiche sarà lasciato a due pezzi da novanta come Pier Carlo Padoan e Wolfang Schaeuble: spiegare le misure pensate dalla compagine di Renzi, in particolare la richiesta di una linea meno rigida di politica economica (come fu per la Germania di Schroeder), utilizzando magari quello 0,3-0,4% di margine nel rapporto deficit-Pil, sempre mantenendo il vincolo del 3%, per la politica fiscale o per i pagamenti alla Pubblica amministrazione.

Ma le politiche di "rottamazione" messe in campo dall'ex sindaco piacciono molto anche al cancelliere Merkel, che trova l'operazione di "svecchiamento" delle istituzioni particolarmente golosa, anche in virtù del semestre europeo.

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