I nemici di Berlusconi dentro Forza Italia

Gianfranco Rotondi, Daniela Santanchè, Denis Verdini. E nel partito si respira un'aria pesante.

È da un po' di tempo che si parla di come all'interno di Forza Italia ci sia parecchia tensione. Il tutto era cominciato con la rottura tra Berlusconi e Alfano, cosa vissuta male dal Cavaliere che in quei giorni ha iniziato ad avere una diversa considerazione della linea dei falchi alla Santanché e Verdini. Atmosfera peggiorata nei mesi successivi, soprattutto dopo l'ingresso nel partito di Giovanni Toti.

La nomina di quest'ultimo a numero due di fatto di Forza Italia aveva esasperato le tensioni in un partito in cui le gerarchie sono tutto tranne che chiare, portando alla ribellione soprattutto colui che sperava di poter un giorno essere il nuovo erede designato di Berlusconi: Raffaele Fitto. Con qualche compromesso e un po' di pazienza, la ribellione era rientrata.

Ma la brace continua a covare sotto la cenere, tanto che Silvio Berlusconi ormai non sopporta più neanche le sparate di un personaggio come Gianfranco Rotondi, che continua a coltivare dei sogni di gloria in cui la cosa più difficile è capire se siano uno scherzo e se invece ci creda davvero. La mossa della presentazione del suo governo ombra, che segue quella della sua candidatura a premier, non ha però fatto ridere il Cavaliere. Anzi, lo ha indispettito, soprattutto per l'uso inopportuno della sede di Forza Italia a Roma in piazza San Lorenzo in Lucina.

Al di là di Rotondi, però, nel mirino del Cavaliere sono entrati anche due fedelissimi, la cui lealtà è a prova di bomba, e massimi esponenti dei falchi forzaitalioti: Daniela Santanché e Denis Verdini. La prima, si sa, ha insito alla sua natura di pitonessa il fatto di alternare in continuazione periodi di gloria a periodi di disgrazia, a seconda che Berlusconi sia nei suoi momenti più combattivi o meno. Da un po' di tempo Daniela Santanché è ritornata nelle retrovie e le sue mosse continuano a far arrabbiare il leader di Forza Italia. Scrive Libero citando il Corriere:

Il suo appello per la grazia a Berlusconi e la sua raccolta firme per un gesto di clemenza da parte del Colle non è piaciuta al Cav: "Con questa iniziativa hanno passato il segno. L'appello per la grazia doveva essere un'iniziativa dei club. Non avrei mai affidato un gesto simile alla Santanchè che è in aperto contrasto con il presidente Napolitano", avrebbe detto il Cav secondo quanto racconta il Corriere.

Infine Denis Verdini. Anche nel suo caso i problemi sono cominciati con la rottura di Alfano e la seguente crescente sfiducia del Cavaliere nei confronti dei falchi. Ora Verdini è stato visto assieme a Nicola Cosentino e a esponenti come la consigliera regionale Luciana Scalzi che ha aderito a Forza Campania. La cosa non è piaciuta a Berlusconi, per niente.

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