Elezioni Europee 2014 | Commissione: Le Pen non è più candidato Presidente

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Elezioni Europee 2014

. Alleanza Europea per la Libertà (Eaf), il gruppo di estrema destra che si presenterà alle prossime consultazioni maggio, ha annunciato a sorpresa che non presenterà nessun candidato alla presidenza della Commissione. Ricordiamo che Eaf comprende il Fronte Nazionale francese, il Partito per la Libertà austriaco, la formazione belga Interesse Fiammingo, il Partito per la Libertà olandese, i Democratici Svedesi e la Lega Nord.

La notizia ha lasciato tutti di stucco. E' arrivata dopo mesi nei quali la candidatura di Marine Le Pen a presidente era data per certa, mai smentita dalle forze ultra conservatrici che compongono il cartello elettorale per le europee. Ad annunciarla, il 12 marzo scorso, sono stati gli stessi leader di Eaf in conferenza stampa a Strasburgo.

Come riportato da European Voice, la decisione di non presentare un candidato comune per la Comissione è stata motivata dall'esponente della FPÖ austriaca, Franz Obermayr: "Noi non vogliamo indurre gli elettori in errore, ovvero non vogliamo far credere che sia possbile eleggere un presidente della Commissione. Non c'è alcuna garanzia che il Consiglio europeo selezionerà il vincitore".

Effettivamente c'è del vero in quanto affermato da Obermayr. Come vi avevamo annunciato, il Trattato di Lisbona non statuisce che la nomina del presidente della Commissione debba obbligatoriamente tenere conto dell'indicazione delle urne. Inoltre, voci di possibili "tradimenti" del risultato elettorale si fanno sempre più insistenti. A tale riguardo, ricordiamo che la settimana scorsa è iniziata a circolare l'ipotesi che il Partito Popolare punti su Lagarde presidente, invece che sul suo candidato ufficiale Juncker.

Dietro la scelta di Eaf, ci sono sia ragioni ideologiche che strategiche. Innanzitutto, come i Conservatori (Aecr), Alleanza per la Libertà ha ritenuto che presentare un candidato sarebbe stato avvertito come una contraddizione da parte del suo elettorato di riferimento. Infatti, entrare nella logica della "rappresentanza" europea, giudicata artificiosa e non rispettosa degli interessi nazionali, avrebbe simboleggiato una legittimazione eccessiva dell'Europarlamento, in contrasto con quanto dichiarato nel programma antieuropeista presentato da Le Pen.

Tuttavia, rimane il fatto che per mesi la stessa Le Pen è stata presentata come leader e candidata di Eaf. Forse in un primo momento si è ritento giusto affidarsi al carisma della politica francese, che continua a volare nei sondaggi nazionali. Evidentemente, però, si è poi riflettuto sul fatto che Le Pen presidente avrebbe creato delle resistenze all'elettorato austriaco e olandese (più che a quello svedese e belga). In Olanda e in Austria, la destra ha provenienza culturale differente rispetto a quella francese. Associarsi al nome della figlia di Jean-Marie Le Pen, così radicato in una storia nazionale, avrebbe fatto storcere il naso a parte dell'elettorato. Dunque, meglio evitare la percezione di una sorta di "supremazia francese" nell'alleanza.

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