Spending review: ecco il piano di Renzi e Cottarelli

Tagli alla difesa, ai tir, alle pensioni, alle auto blu e anche alle luci in città. Per ricavare oltre 30 miliardi di euro.

Dopo le prime anticipazioni dei giorni scorsi sulla spending review, il piano del commissario Carlo Cottarelli scende finalmente nei dettagli e ci permette di capire come - sempre che davvero questa volta la missione impossibile dei tagli alla spesa venga portata a compimento - si potranno risparmiare quelle decine di miliardi di euro da cui ci si aspetta un contributo così importante per rimettere in sesto i conti italiani.

Innanzitutto si pensa di tagliare 85mila dipendenti statali da qui al 2016, si pensa poi di mettere mano alle spese della Difesa, a riorganizzare le forze di Polizia per evitare le tante sovrapposizioni, il taglio dello stipendio dei dirigenti, una piccola riforma delle pensioni, e forse anche il taglio delle luci nelle città, come già venne proposta - tra mille polemiche - da Enrico Bondi. Nel complesso, si tratta di un piano che dovrebbe permettere di risparmiare 33 miliardi di euro, 7 a partire da quest'anno, anche se già bisogna escludere quei 1,4 miliardi che sarebbe arrivati dal contributo sulle pensioni che Renzi ha però escluso.

La questione che più colpisce è il pesante taglio a cui si dovrà adeguare la difesa, le forze armate e la polizia. Si parla di ridurre il numero di F35 già ordinati, e di chiudere le caserme. In particolare si punta sulla cancellazione delle sovrapposizioni tra polizia, carabinieri e polizie di settore (postale, ferroviaria), soprattutto per quanto riguarda i piccoli presidi sul territori, spesso doppi o tripli e inutili. In tutto si dovrebbero ricavare 2,5 miliardi.

Si passa poi alle pensioni: si punta ad alzare a 42 anni gli anni di contributi che la donna deve versare per andare in pensione senza aver raggiunto l'età anagrafica. In questo modo il sistema sarebbe allineato a quello degli uomini e l'intervento dovrebbe portare 1,7 miliardi nei tre anni. Potrebbero esserci anche misure sulle pensioni di guerra, sulla reversibilità e sugli assegni di accompagnamento per gli invalidi, ma è difficile portare a casa tagli su argomenti così delicati. Salta invece il contributo da 2,9 miliardi in tre anni che avrebbe dovuto colpire le pensioni più alte.

Pronte a essere sforbiciate anche le Ferrovie: i trasferimenti dello stato sono troppo alti, il 55% più alti della media europea. Quindi, si taglia, a partire dai 300 milioni di quest'anno per arrivare a 2,4 miliardi nel 2016. Ma verranno eliminate anche una buona dose di partecipate locali, 4mila enti che danno vita ad altrettanti consigli d'amministrazioni e a un numero esorbitante quanto inutile di dirigenti strapagati. In tre anni si possono risparmiare tre miliardi. Tagli potrebbe colpire anche il trasporto pubblico locale e i tir, che ogni anno - con l'arrivo della finanziaria - porta a incentivi e sconti tra trecento milioni grazie alla sua personale lobby. La festa potrebbe essere finita.

Infine, i costi della politica in senso stretto. Le auto blu andranno su eBay in un numero pari a 150, tagli drastici alle consulenze e alle leggi mancia. Per arrivare a circa 3 miliardi quando tutto sarà a regime.

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