Elezioni Europee 2014: la candidatura di Berlusconi si fa sempre più improbabile

E una forzatura potrebbe avere conseguenze imprevedibili.

Silvio Berlusconi ci tiene davvero a candidarsi alle Elezioni Europee 2014. Soprattutto perché, stando ai sondaggi politici, non è che Forza Italia abbia chissà quali strategia per conquistare un buon risultato nella prossima tornata elettorale; strategia che non sia quella di puntare tutto sul Cavaliere martire. La ragione è semplice: gli europeisti non votano Forza Italia, gli euro-scettici ed euro-critici hanno solo l'imbarazzo della scelta tra Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Fratelli d'Italia. E si sa che alle europee prevale il voto ideologico, non quello pragmatico.

E quindi, l'ultima carta da giocare è quella del Cavaliere candidato o del Cavaliere martire a cui viene impedito di candidarsi. Non che si tratti di un'ingiustizia, dal momento che ci sono molteplici ragioni per cui Berlusconi non può candidarsi alle Europee. Ora, peraltro, ce n'è una di più: la conferma della condanna accessoria all'interdizione dei pubblici uffici per due anni, che pone una pietra tombale sulla sua candidatura: se si è interdetti dai pubblici uffici, è impossibile ricoprire cariche pubbliche, votare ed essere votato.

Una speranza per sembrava venire dal punto forte della difesa in extremis di Berlusconi: la Corte di Strasburgo potrebbe vedere violati i diritti umani del leader di Forza Italia dal momento che è stato di fatto punito due volte per lo stesso reato, in sede amministrativa (con la legge Severino) e in sede penale (con l'interdizione). Ma niente da fare, neanche questa mossa ha convinto la Corte. Ora non resta che attendere il ricorso a Strasburgo, l'unica chance che il Cavaliere continua ad avere, ma in cui ben pochi credono.

Tanto più in pochi ci credono visto che proprio dal commissario Europeo alla Giustizia, Viviane Reding, è arrivata l'ultima bocciatura per il Cavaliere: “Non entro in questioni di livello nazionale. Ma la normativa europea è molto chiara su questo”. Il Ppe, di cui Reding fa parte, non vuole forzature sulla candidatura del Cavaliere, questo è palese. Anzi, qualora Berlusconi insistesse sulla sua strada, il timore che il Ppe potrebbe finalmente trovare la scusa buona per cacciare un partito che ben pochi tra i Popolari Europei sopportano.

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