Quote rosa: parità di genere nel 2019. Approvato il ddl

Per quest'anno una norma transitoria con l'annullamento della terza preferenza se non si rispetta l'alternanza.

20 marzo: Il Senato approva con 155 sì, 58 no e 15 astenuti l'intensa sul ddl sulle europee che introduce la parità di genere dal 2019. L'intesa tra Pd, Ncd e Fi prevede una norma transitoria che vale solo se si danno tre preferenze, la terza deve esser di sesso diverso dalle prime due.

La senatrice Doris Lo Moro del Pd, relatrice in Aula sulla parità di genere nella legge elettorale per le europee, ha annunciato che è stato raggiunto un accordo che prevede una norma transitoria per le lezioni di maggio 2014 con l'annullamento della terza preferenza se non si rispetta l'alternanza uomo-donna, e poi, dal 2019, la partirà totale con l'alternanza nel ruolo di capolista.

La relatrice ha spiegato che, per quanto riguarda quest'anno, si possono ipotizzare preferenze dello stesso genere per le prime due preferenze, ma non per la terza, mentre dal 2019 si prevede "la presenza paritaria nelle liste, l'alternanza nel ruolo di capolista e la preferenza di genere con seconda e terza preferenza annullate se il principio non viene rispettato"

L'intesa è giunta al termine di un incontro tra gruppi parlamentari e governo e su coloro che non sono d'accordo Lo Moro ha detto:

"A chi non si trova d'accordo voglio dire che lo capisco, perché nemmeno io ero d'accordo, ma c'è una larga maggioranza che sostiene la proposta e non se ne può non tener conto. Sapremo nel futuro se quella di oggi è una vittoria parziale o una sconfitta. Oggi chiudiamo l'iter parlamentare nei termini condivisi da gran parte dell'aula"

Elena Fattori, portavoce al Senato del MoVimento 5 Stelle, ha definito questo accordo una "truffa ai danni delle donne" e ha anche annunciato che ritirerà la sua firma dal disegno di legge per la parità di genere alle elezioni europee. Secondo Fattori:

"Con le tre preferenze, in tutte le circoscrizioni si avrà un meccanismo che non tutelerà le candidate. Basta inganni"

Neanche Vincenzo D'Anna, vicepresidente del gruppo del Senato Grandi Autonomie e Libertà, condivide l'intesa raggiunta e ha commentato:

"Mi piacerebbe sapere di quale parificazione parlano le colleghe senatrici se in questo testo, a loro volta, in nome di un'equiparazione tra i sessi, vogliono essere 'maramalde' sul cittadino che deve essere costretto, pena la parziale nullità del proprio voto, a dar loro la preferenza. Mi piacerebbe sapere da quale obbligo può venire un maggior esercizio della libertà. A me questa legge non piace, è scritta male e non avrà il mio voto"

Oggi i lavori in Senato sul disegno di legge sulla parità di genere per le elezioni europee sono stati sospesi in attesa dei pareri della Commissione Bilancio sui subemendamenti all'emendamento presentato questa mattina.


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