Altra Europa con Tsipras: Renzi e l'inganno neoliberista a Berlino

German-Italian Government Consultations


Diamo spazio alla critica. La performance berlinese di Matteo Renzi ha scatenato molte analisi, da parte di alcuni esponenti dell'area che gravita intorno a L’Altra Europa con Tsipras. Vi proponiamo, allora, i pareri di Spinelli, Pizzuti, Gesualdi e Brancaccio. Lo facciamo anche in vista delle elezioni europee 2014, perché è opportuno tenere conto del punto di vista delle "minoranze", che hanno accessi contenuti ai media mainstream.

Inoltre, riteniamo i rilievi mossi dalla sinistra al governo molto interessanti, perché prescindono dai consunti pareri sul marketing comunicativo del premier o da boutade qualunquiste. E poi, in un certo senso, è opportuno coprire un vuoto di opposizione, visto che Forza Italia non sembra molto intenzionata a mettere i bastoni fra le ruote al rottamatore.

Spinelli, Pizzuti e Gesualdi: Nessuna "svolta buona"


Dopo le prime prese di posizione

articolate contro il piano economico del governo, la sinistra ha scelto di farsi sentire sulla visione europea espressa da Renzi. A tale riguardo, Barbara Spinelli, oggi su Repubblica, ha presentato un'analisi netta. La giornalista, garante della lista che sostiene Alexis Tsipras come candidato alla Commissione, ha così riassunto il tour europeo del premier: "A Parigi Renzi ha accusato gli eurocrati, poi a Berlino ha riconosciuto il primato tedesco, ricordando alla Merkel che non siamo somari da mettere dietro la lavagna, ma un Paese fondatore che contribuisce a dare la linea. Chi detta legge, in ultima analisi: il tutore tedesco o l’eurocrazia? Chi ha l’ultima parola? Non dirlo a lettere chiare: questo è aggirare i popoli".

Per Spinelli, è ingannevole far finta che i governi siano quasi delle entità a sé rispetto all'eurocrazia. Sono stati proprio gli esecutivi (in testa quello tedesco) a legittimare l'operato fallimentare della Troika e a stipulare l'accordo sul Fiscal Compact. Prendere atto di ciò vorrebbe dire ripartire da una vera Costituzione europea, fatta di diritti e responsabilità. Altrimenti, avremo quella che Gallino chiama "la Costituzione di Davos: una costituzione non scritta, i cui governi, vittime di una sindrome da corteggiamento del capitale, l’assecondano con strategie economiche incentrate sul taglio del Welfare e sui salvataggi bancari a carico dei contribuenti".

Anche Felice Pizzuti e Francuccio Gesualdi, candidati per L'Altra Europa e rispettivamente professore di Economia presso l'università "Sapienza" e fondatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, ci hanno tenuto ad intervenire. I due hanno accusato Renzi di "euroconformismo". A loro avviso, non solo il capo del governo ha ribadito che rispetterà le regole di rigore finanziario, ma ha anche fatto capire quale sarà la linea delle riforme (tanto apprezzate da Merkel): "Di fronte alla richiesta di chiarimento sul contenuto del Job act, è stato confermato che ci sarà flessibilità [..] Nessun riferimento a creazione di posti di lavoro tramite investimenti pubblici, l’espansione di servizi a vantaggio della collettività o politiche di sostegno all’economia locale che oltre a promuovere occupazione salvaguardano l’ambiente".

Brancaccio sul mito della "precarietà diffusa"


Su quest'ultimo punto è arrivato anche il parere di Emiliano Brancaccio, ricercatore confermato in Economia politica presso l’Università del Sannio. Brancaccio ha scelto di non presentarsi con l’Altra Europa, ma ha espresso vicinanza alla lista di Tsipras sul suo sito. In un'intervista a L'Espresso ha sottolineato che si va profilando uno scenario simile a quello descritto nel monito degli econmisti, pubblicato lo scorso settmebre sul Financial Times. Ovvero si starebbe passando da una dottrina dell'austerità espansiva a quella della precarietà espansiva.

Sebbene il paradigma del rigore non venga messo da parte, saremmo in presenza di una svolta nella Ue. Anche perché l'Italia si troverebbe, per Brancaccio, già oltre il limite del 3% del deficit pubblico in rapporto al Pil. Dunque, l'idea su cui puntano ora in Europa sarebbe quella di procedere con ulteriori iniezioni di precarietà per creare lavoro e far crescere i redditi. Secondo l'economista, però, le evidenze empiriche (in riferimento a studi Ocse e Fmi) non certificano che la flessibilità sia correlata all’aumento dell’occupazione: "i contratti precari incentivano forse i datori di lavoro ad assumere, ma favoriscono anche la distruzione di posti di lavoro nelle fasi di crisi. L’effetto netto è prossimo allo zero". Per Brancaccio, tentare di colmare il divario di competitività a colpi di flessibilità non è una buona idea. Ciò potrebbe indurre ad una corsa salariale al ribasso (con un conseguente fenomeno di deflazione), mentre saranno gli stessi paesi debitori del sud Europa a farsi carico del riequilibrio.

Che Renzi voglia aumentare il lavoro precario, aggiungiamo noi, è certo. Il Job Act implica, come da decreto, contratti a tempo determinato senza causalità fino a 36 mesi, prorogabili con estrema disinvoltura dal datore di lavoro. Inoltre, sarà possibile sostituire costantemente gli apprendistati, aumentando così la possibilità di non stabilizzare i lavoratori. Poi bisogna aggiungere che, se la legge delega fosse approvata, l'articolo 18 non sarà cogente per i primi tre anni del contratto a tempo indeterminato. Dunque, a 3 anni di contratto a tempo determinato rinnovabile (con un massimo di precarietà di 4 mesi e mezzo per contratto) si potrebbero aggiungere eventuali altri 3 anni di indeterminato, con possibilità di licenziare a piacere. Intanto i sussidi di disoccupazione, la riforma dei centri per l'impiego e gli ammortizzatori sociali sono da convalidare nella legge delega, quindi i tempi non saranno brevi.

A tutto ciò aggiungiamo una postilla, che rende il contesto sociale allarmante. Ovvero, dal taglio dell'Irpef sono stati cancellati i lavoratori autonomi, i quali non beneficeranno di alcuna tutela (nella legge delega non c'è nessun riferimento a riguardo).

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO